Blatter e Platini, stangata Squalificati per otto anni

ROMA Condannati e per 8 anni fuori da tutti gli incarichi. Il calcio mondiale perde Joseph Blatter e Michel Platini: la commissione etica della Fifa non ha fatto sconti ai due, finiti alla sbarra e giudicati «colpevoli di conflitto d'interesse e abuso»: stop di otto anni, ma i due, grandi nemici e ora accomunati dalla cattiva sorte, hanno annunciato battaglia. Faranno ricorso, ma certo per Platini, che fino a poco tempo fa era il candidato favorito alla successione di Blatter alla presidenza Fifa, ora le chance per vedersi eletto il prossimo 26 febbraio sono quasi nulle. Il Comitato etico della Fifa, presieduto dal tedesco Hans-Joachim Eckert, ha ritenuto i due uomini colpevoli di «abuso di posizione dominante», «conflitto di interesse» e «gestione sleale». Il tribunale interno della Fifa non ha invece considerato che si tratti di un caso di «corruzione», motivo per il quale i due hanno evitato la squalifica a vita. In causa, il versamento di due milioni di franchi svizzeri (circa 1,8 milioni di euro) da Blatter a Platini nel 2011, per lavori di consulenza svolti alla Fifa fra il 1998 ed il 2002. Il Comitato ha ritenuto che non «esistono le basi legali per tale versamento» e che le spiegazioni date dagli accusati di «un contratto orale» non erano «convincenti». Così, oltre alla pesante squalifica, Blatter è stato multato di 50mila franchi svizzeri, Platini di 80mila. Questa decisione, che colpisce i massimi vertici del calcio mondiale, è la più eclatante da quando è scoppiato il "Fifagate", con l'arresto di sette dirigenti della Fifa il 27 maggio a Zurigo. Da allora, 39 dirigenti si sono ritrovati coinvolti e la giustizia americana, all'origine della retata, assicura che c'è ben altro da scovare. Per Blatter e Platini, l'iter è partito il 25 settembre con la giustizia svizzera che ha aperto un indagine su Blatter ed ha sentito Platini in qualità di «testimone informato dei fatti» per il famoso versamento. L'8 ottobre la Commissione etica della Fifa ha sospeso in modo provvisorio i due uomini per 90 giorni prima della stangata arrivata sotto l'albero di Natale. «È una messinscena con la chiara volontà di eliminarmi dal mondo del calcio, tutto già scritto quattro mesi fa» l'attacco di Platini. Blatter, in una lunga conferenza stampa a Zurigo, ha ammesso tutt'al più un «errore amministrativo ma che non ha nulla a che fare con l'etica». Ha preannunciato una dura battaglia giuridica, prima davanti al tribunale arbitrale dello sport (Tas), poi anche davanti alla giustizia svizzera. «Resto il presidente della Fifà e tornerò», ha assicurato. Platini - che continua ad avere formalmente il sostegno dell'Uefa - non ha comunque evocato la sua candidatura alla presidenza della Fifa. Probabilmente perché sa che i tempi sono stretti: il termine affinché la propria candidatura possa essere accettata è il 26 gennaio, mentre restano ancora due grandi di giudizio sportivo (camera di ricorso della Fifa e Tas). A questo punto, appare sempre più probabile che i candidati alla massima poltrona del calcio mondiale - che verrà certamente occupata fino al 26 febbraio dal camerunense Issa Hayatou, il cui interim dovrebbe essere prolungato - saranno solo 5: il principe Ali Bin-Hussein (Giordania), Jerme Champagne (Francia), Tokyo Sexwale (Sudafrica), lo sciecco Salman (Bahren) e l'attuale segretario generale dell'Uefa Gianni Infantino (Svizzera). Quest'ultimo si ritirerà se Platini dovesse potersi presentare. Senza Platini, lo sciecco Salman pare il favorito. Di rimbalzo, l'Uefa comincia già a prevedere il possibile dopo-Platini. Per ora, lo spagnolo Angel Maria Villar svolge le funzioni di presidente Uefa, ma potrebbe essere eleggetto un nuovo presidente il 3 maggio 2016, al congresso di Budapest.