Voto contestato, riconteggio il 18 gennaio
VOGHERA Il giorno che potrebbe cambiare il destino politico e amministrativo di Voghera, o quantomeno porre le premesse di un possibile cambiamento, è fissato per il 18 gennaio: alle nove e mezza del mattino si riunirà a Pavia la commissione elettorale della prefettura per procedere al riconteggio dei voti di due dei trentanove seggi delle Comunali 2015 (il 22 della scuola elementare Leonardo e il 37 della Provenzal). Se la verifica dimostrerà che Pier Ezio Ghezzi, candidato sindaco di Pd e civica di centrosinistra, è effettivamente in vantaggio su Aurelio Torriani (candidato di Lega, Fratelli d'Italia e due civiche) che al primo turno del 31 maggio lo aveva preceduto di 4 preferenze (5.167 contro 5.163), confermando i dubbi emersi in seguito alle differenze di risultato tra le singole tabelle di scrutinio e i verbali elettorali finali, è probabile che si vada al rifacimento del ballottaggio tra lo stesso Ghezzi e il sindaco in carica Carlo Barbieri (che al secondo turno del 14 giugno aveva preceduto Torriani di 11 voti). Anche se per l'ufficialità della decisione bisognerà attendere l'udienza del 17 febbraio al Tar, l'organo amministrativo a cui Ghezzi si è rivolto proprio per chiedere il riconteggio, e quindi la sentenza del giudice Di Mario, subentrato in corso d'opera al collega Adriano Leo. Il ricontrollo si svolgerà alla presenza delle parti: il ricorrente Ghezzi e i suoi competitor (il sindaco Barbieri e Claudio Zuffi, capogruppo di maggioranza a Palazzo Gounela) con i rispettivi legali. E' plausibile che già in giornata si saprà se la verifica avrà ribaltato o meno il risultato ufficiale. Al seggio 22 (quello che aveva rischiato di non concludere lo scrutinio entro il tempo utile delle undici del 1° giugno, fino all'intervento dei funzionari dell'ufficio elettorale), Ghezzi aveva ottenuto 144 voti contro i 111 di Torriani; al 37, 199 a 194. Ma le tabelle (una sorta di brogliaccio compilato dagli scrutatori) assegnerebbero complessivamente 19 voti in più al candidato di Pd e civica. Siamo, dunque, ancora di fronte a scenari ipotetici. Teoricamente, se il Tar ordinasse effettivamente il ballottaggio-bis, si potrebbe andare al voto già a primavera del prossimo anno. C'è però l'incognita rappresentata dalla possibile impugnazione della sentenza davanti al Consiglio di Stato (organo di appello rispetto al Tar) da parte di Barbieri e Zuffi, mentre Torriani ha già chiarito che accetterà comunque il verdetto. (r.lo.)