Banche e Russia, scontro Renzi-Merkel
di Fiammetta Cupellaro wROMA «Cara Angela, non potete raccontarci che donate il sangue all'Ue». Solo un vivace scambio di vedute come ufficialmente ha detto Matteo Renzi, oppure il premier italiano ha ingaggiato una prova di forza con Berlino? Le parole di critica alla Germania che Renzi aveva anticipato nel corso della riunione con gli esponenti del Partito socialista europeo, hanno preso corpo e vigore al vertice dei 28 capi di Stato a Bruxelles. Fonti del vertice hanno infatti riferito di un'accesa discussione tra il premier italiano e la cancelliera Angela Merkel su tutti i dossier attualmente aperti nella Ue: l'Unione economica e monetaria, in particolare la questione sui depositi bancari; il raddoppio del gasdotto North Stream che porta il gas russo in Germania attraverso il Mar Baltico; il rinnovo di altri sei mesi delle sanzioni contro Vladimir Putin; la procedura di infrazione contro l'Italia per la mancata identificazione dei migranti. Infine, l'acquisto da parte di aziende tedesche degli aeroporti delle isole greche. «Io non attacco la Germania – ha tenuto a sottolineare Renzi – ma ho detto alla cancelliera Merkel che quando la Germania si pone come il donatore di sangue dell'Europa, agli occhi dell'Europa non appare proprio così. Il fatto di fare domande, legittime, non significa essere nemici della Germania». Al contrario, «nemmeno bisogna sembrare subalterni, come forse può essere sembrato che fossimo in passato». Il premier è stato durissimo anche col Commissario Jonathan Hill: «Lunari le sue parole quando dice che sulle banche è stata l'Italia a decidere. Abbiamo una sua lettera e abbiamo fatto ciò che ci ha detto la Commissione». Angela Merkel da parte sua ha confermato il "vivace scambio di idee". «Il vertice Ue – ha replicato la cancelliera tedesca – è un posto noto per lo scambio di diverse visioni, l'Italia è per la comunione dei depositi e vorrebbe partecipare a South Stream, come anche la Bulgaria. Non è la prima volta che abbiamo opinioni diverse, ma alla fine troviamo un accordo». Gas e sanzioni alla Russia. I due temi dividono i governi di Roma e Berlino. Al centro della tensione è il consenso dato al raddoppio del North Stream, il gasdotto annunciato a settembre da Gazprom che dovrebbe collegare direttamente Russia e Germania passando per il Mar Baltico (senza attraversare l'Ucraina), dopo la bocciatura Ue al Sout Stream che doveva arrivare dal Mar Nero fino ai Balcani. «È di dubbio gusto confermare le sanzioni alla Russia, senza una discussione in automatico, facendo poi passare alla chetichella il North Stream mentre un anno fa si era detto "no" al South Stream che ha provocato cause pazzesche» ha spiegato Renzi. Il premier da tempo spinge per tornare ad una normalizzazione dei rapporti con la Russia, ma si è sempre scontrato con la linea dura dettata dalla Germania. E ora accusa Berlino di fare una sorta di doppio-gioco. «North Stream è un progetto di business, un progetto tra privati» ha reagito Angela Merkel. Immediata la risposta di Renzi: «L'Italia pensa che l'accordo non sia solo commerciale, ma che abbia anche un valore politico». Unione bancaria. L'oggetto della discussione è l'Emu, l'Unione economica e monetaria, in particolare la questione della garanzia sui depositi bancari. La cancelliera si oppone alla nascita del Fondo unico di garanzia sui depositi, mentre il capo del governo italiano, anche sull'onda delle conseguenze delle quattro banche salvate, vuole procedere il più rapidamente possibile. Posizione, quella di Renzi, sostenuta anche dal presidente francese Hollande. E ai due leader che le chiedevano direttamente perché non voglia il Fondo, di fronte ad un'Europa che ha perso crescita e liquidazione rispetto agli Stati Uniti, Angela Merkel ha ribadito: «La Germania non vuole la comunitarizzazione dei depositi. Vogliano certo uscire più forti dalla crisi e siamo favorevoli che ci sia un miglior coordinamento per continuare l'unione bancaria e di capitali. Ci torneremo». Renzi, avrebbe anche rinfacciato alla Merkel la questione dell'acquisto degli aeroporti greci da parte di aziende tedesche. Immigrazione. Giovedì c'era stato un primo scontrato Renzi-Merkel sulla questione della messa in mora inviata da Bruxelles contro l'Italia alle prese con decine di salvataggi in mare e ora accusata di non registrare i migranti. Renzi su questo punto aveva denunciato l'esistenza di una sorta di "doppio standard". «Non è possibile che alcune regole valgano per tutti o quasi, ma che alcuni siano un gradino sopra gli altri – aveva detto il premier annunciando l'apertura di due centri di identificazione – ho portato i dati alle Ue a fronte della stravaganza della richiesta di procedura, da cui emerge che "chi è in ritardo è l'Europa, non l'Italia"». ©RIPRODUZIONE RISERVATA