Medie senza palestra, scoppia la protesta
PIEVE DEL CAIRO «Quanto sta succedendo all'associazione Bao Bab appare inspiegabile». Niccolò Capittini della lista di minoranza "Pieve del Cairo al centro" contesta lo "sfratto" del doposcuola: «La giunta vuole sfrattare un servizio sociale e qualificato per ragazzi e famiglie. Si sa che Bao Bab è un servizio a costo nullo per le casse comunali e funziona su base volontaria. Si ostacola invece un'azione tanto incisiva non offrendole alternative ai sotterranei della scuola dichiarati inagibili con il rischio latente che l'attività si sposti in altro comune». Capittini aggiunge: «Così facendo, la giunta rischia di trascinare il paese in un degrado ulteriore e di perdere un servizio prezioso. Noi saremo al fianco delle famiglie per impedire che una realtà culturale, formativa e socialmente utile come Bao Bab venga del tutto sfrattata da Pieve verso altri lidi, visto che già qualche altro paese vicino si è fatto avanti offrendogli ospitalità». (p.c.)SANNAZZARO «Venticinque ragazzi in ottanta metri quadrati di un corridoio. Impossibile fare ginnastica». Fuori dalla scuola, disegni e striscioni lamentano il disagio ed il "diritto allo sport", messaggi poi rimossi quasi a sorpresa. Ma il coro alla scuola media Montanari resta unanime, dopo la dichiarata inagibilità della palestra scolastica perché non a norma (le travi non sono ancorate ai pilastri e gli stessi non sono dotati di contrafforti), e lo sfratto per le due ore di educazione fisica a settimana per classe in un corridoio del primo piano del plesso non piace a nessuno. Tra i genitori la voce di una mamma, Claudia Vecchi: : «Si tratta di un'emergenza? Occorre affrettare i tempi e trovare subito un'alternativa consona. Se a primavera potrà andar bene anche il cortile esterno, ora sarebbe bastato usare altre palestre comunali: sarebbe bastato organizzarsi». Ed un papà, Roberto Toninelli: «Si parla di buona scuola, ma non di buona palestra. In questa logica occorre cercare e trovare una soluzione alternativa. Fare ginnastica in un luogo non attrezzato come è un ampio corridoio è un affronto alla scuola stessa ed ai nostri ragazzi». E Antonella Bellani: «Abbiamo davanti un inverno e nessuno, dal comune, ci ha detto quali saranno i tempi per rimettere in sicurezza la palestra. Sarebbe bastato andare in una delle altre palestre pubbliche, magari accompagnando i ragazzi con i volontari civici o i vigili. Bastava volerlo». Ed anche le due insegnanti di educazione fisica, Valeria Padoan e Lorenza Bignotti, muovono all'unisono le loro perplessità: «Un'emergenza dovrebbe durare poco. Ed invece non si parla di alternative, né di rinnovo della palestra. Ed è da luglio che si è venuti conoscenza di tale problema. Anche la nostra attività deve avere la stessa dignità delle altre materie scolastiche». Il sindaco, Giovanni Maggi, risponde così alle proteste: «I grossi problemi emersi dalla relazione tecnica sulla palestra mi ha spinto subito a pensare all'incolumità dei ragazzi e vorrei che insegnanti e genitori condividessero questo concetto essenziale. A palestra chiusa, stiamo correndo ai ripari benché i tempi dell'amministrazione pubblica siano sempre ampi anche per aver dovuto approfondire taluni problemi statici». Ed il corridoio trasformato in "palestrina"? «Mi spiace - conclude il sindaco – per questa limitazione ma si tratta di un sacrificio che dovrà risolversi quanto prima. Siamo da sempre attenti a tutto ciò che attiene lo sport per i giovani. E anche su questo fronte, vera e propria emergenza inattesa, siamo particolarmente attivi». Paolo Calvi