Senza Titolo
IL CASO Un salasso "senza ricorso" nNell'estate del 2014, per sbrigare in fretta a Pavia pratiche relative (che beffa) alla mia auto, sono passato col rosso e ho preso una multa che i vigili di Pavia mi hanno mandato a Canneto Pavese, dove risiedo. Pago (l'importo con lo sconto nei primi 5 giorni a partire dalla consegna della multa) e penso sia tutto a posto. Non sapevo però che il ‘conto alla rovescia' dei 5 giorni parte dalla data della notifica e non da quella della consegna. Devo precisare che, abitando in campagna in un punto dove non c'è più la strada asfaltata, già da anni preferisco andare io in posta invece di farmi recapitare le lettere a casa. Questo può avere ingenerato l'equivoco su notifica e consegna. La multa ‘aggiuntiva' è peraltro nettamente superiore a quella dell'anno scorso: l'importo è di 213 €. Ma c'è del'altro: sono rimasto esterrefatto nel leggere in calce alla multa questa lapidaria precisazione : "non è ammesso ricorso". Sono del parere che in uno Stato di diritto debba essere principio sacrosanto di riconoscere al cittadino il diritto di fare ricorso; ritengo quindi la formula citata un atto davvero inaudito! Allo sportello informazioni del Comando vigili mi hanno detto chiaro e tondo che la sanzione era scattata perché non avevo, appunto, rispettato il termine dei 5 giorni dalla notifica. Mi rendo conto, come detto, del mio errore. Il fatto è solo che una notifica non mi era mai arrivata! All'ufficio postale – per andarci devo fare tre chilometri in macchina - in questi anni mi sono state consegnate tante multe, specialmente da parte del Comando Vigili di Strabella, ma mai e poi mai mi sono state recapitate delle ‘notifiche' a casa. E sia pure. Ma perché negare a priori e in automaico alla persona colpita il diritto al contraddittorio e al ricorso? Credo che questa formula si commenti da sè. Il cittadino ha sempre e automaticamente torto. Da anni sono alle prese con i postumi di un ictus, a tutt'oggi ancora non riesco a camminare normalmente. Una persona normale capirebbe che uno che peraltro non è laureato in legge o dispone di uno staff di consulenti giuridici, può ritenere più importante il recupero della salute che le disquisizioni sulla differenza tra notifica e consegna-ritiro in posta e che , vivendo con tribolazioni non indifferenti, tira un sospiro di sollievo quando crede di aver pagato una multa nei termini della ‘misura ridotta'. Io, come detto, la notifica non l'ho mai avuta – ma questo non interessa: mi vogliono imporre implacabilmente questo salasso perchè "non è ammesso ricorso". Georg Duhr guida turistica ed ex docente universitario, Canneto Pavese PAVIA Lasciare le cose così come sono nEgregio direttore, sulle colonne della Provincia pavese ogni tanto qualche cittadino si lamenta che a Pavia non ci sono servizi igienici pubblici e subito il Comune risolve il problema. Infatti in viale Matteotti c'erano dei gabinetti pubblici maltenuti e indecenti per una città civile: il Comune invece di risanarli ha pensato bene di chiuderli e basta, così il problema è risolto. Sempre sulla Provincia pavese è stato posto il problema della fontana di piazza Emanuele Filiberto, asciutta e piena di fango: dopo tanti mesi la fontana è ancora più in disordine (mi fa meraviglia che l'Associazione Marinai d'Italia non protesti). Lasciando le cose così come sono, un altro problema è stato risolto. Non parliamo poi dei servizi igienici al cimitero e della pulizia in superficie e nei sotterranei. In questo caso il Comune ha battuto ogni record, non è stato neanche necessario segnalarlo da parte dei cittadini perché il comune aveva già risolto il problema, lasciando tutto così. E' stato segnalato anche che in via Stafforini, a fianco del cimitero, c'è un'area adibita a parcheggio delle macchine: d'estate le macchine fanno un polverone che sembra di essere nel deserto, mentre quando piove e d'inverno bisogna mettere gli stivali per il fango. Ci vuole poco a spianare un po' e a mettere uno strato di ghiaia o addirittura un manto di asfalto. Forse però per il comune potrebbe nascere un inghippo, perché rimesso un po' in ordine il parcheggio, potrebbe nascere il problema se far pagare la sosta oppure no ai cittadini che vanno a fare visita ai propri cari defunti. Potrebbe essere una fonte di guadagno. D'altronde facendo pagare il parcheggio chissà quante critiche arriverebbero. Allora per risolvere un altro problema, è meglio lasciare le cose come stanno, con la polvere e il fango. Giuseppe Lanfranchi Pavia