L’opposizione conquista il Parlamento

L'opposizione venezuelana esulta dopo aver inflitto al governo chavista la peggiore sconfitta elettorale della sua storia e rivendica la conquista di una maggioranza di due terzi dei seggi dell'Assemblea Nazionale, con la quale potrebbe porre fine alla presidenza di Nicolas Maduro prima del termine del suo mandato. «Deve essere chiaro che la scelta a favore del cambiamento ha ottenuto 112 seggi, cioè due terzi del totale», ha detto ieri l'ex candidato presidenziale dell'opposizione, Henrique Capriles. Secondo i primi risultati diffusi ieri notte dalla Commissione Nazionale Elettorale (Cne), infatti, la coalizione antichavista Mud si è aggiudicata 99 seggi, contro i 46 del chavismo, su un totale di 167, il che rappresenta una maggioranza assoluta nel Parlamento unicamerale di Caracas (più di 84 seggi). Ma restano ancora 22 seggi da attribuire. Se, come ha annunciato Capriles, si confermasse una maggioranza di 112 seggi - più importante di quella di cui dispone Maduro - l'opposizione potrebbe approvare leggi autonomamente, scavalcare veti dell'esecutivo, rimuovere magistrati del Tribunale Superiore di Giustizia o perfino convocare un referendum per porre fine al mandato presidenziale dell'erede di Chavez. Nel frattempo, il leader dell'opposizione ha ringraziato Maduro per aver riconosciuto ed accettato la sconfitta, ma ha respinto l'insinuazione - avanzata domenica sera dal presidente - che sia stata dovuta a una «guerra economica» lanciata contro il suo governo, comparabile alle manovre segrete che hanno preceduto il colpo di Stato contro il presidente cileno Salvador Allende nel 1973. «Qui non ha vinto la guerra economica, ha vinto il popolo che ha fatto sentire la sua voce», ha detto Capriles.PARIGI Il terremoto previsto è arrivato, le contromisure non si sono fatte attendere. Di fronte alla storica vittoria del Front National al primo turno delle regionali, il partito socialista ha reagito ritirando le liste dove il partito di Le Pen rischia di vincere e invitando i suoi a votare il candidato della destra nelle tre regioni pericolanti. Anche se Sarkozy, con i suoi Republicains, ha respinto ogni accordo elettorale. In posizione di forza in sei regioni, il Front National ha visto - con il passare delle ore dello spoglio - assottigliarsi il vantaggio su scala nazionale. Le cifre finali sono appena del 27,73% del Fn contro il 27,25% dei Republicains e del centro Udi-MoDem, meno di mezzo punto. E i socialisti, al 23,43%, se soltanto sommassero i propri voti con quelli degli Ecologisti sarebbero largamente in testa. Primo partito e prima opposizione, il Front National sta cercando di capitalizzare al massimo in queste ore la sua vittoria, conscio che domenica prossima al ballottaggio rischia di rimanere con un pugno di mosche in mano, avendo già fatto il pieno dei voti al contrario dei suoi avversari. Lo ricordava ieri mattina Marine Le Pen, sottolineando che «il primo partito di Francia non è quasi rappresentato in Parlamento» (due i deputati, ndr). Ma il suo obiettivo, dichiarato, si chiama Eliseo: «Il popolo francese ne ha abbastanza: di elezione in elezione, conferma la sua fiducia al Front National. I francesi hanno voglia di provare» e il ritiro dei candidati in tre regioni, ha attaccato, «è forse l'inizio della scomparsa pura e semplice del partito socialista». L'alleato Gilbert Collard ha aggiunto senza mezzi termini che «un giorno avremo una donna presidente della Repubblica». Stessa constatazione di Le Parisien, per il quale «il Fn è alle porte del potere», e Liberation: «Si avvicina». A passi da gigante, aggiunge il quotidiano della gauche, con un progresso di «cinque punti per ogni elezione»: 11,4% alle regionali 2010, 17,9% alle presidenziali 2012, 24,86% alle europee 2014, 26,2% alle amministrative dello scorso marzo. Tutto sembra aver giocato a favore del Fronte, la disoccupazione ormai al record di 3,6 milioni di senza lavoro, il declino economico, l'onda dei migranti e alla fine anche gli attentati terroristici con la coda di stato d'emergenza. «L'attacco jihadista ha pesato tre punti» in favore del Front National, hanno sentenziato i sondaggisti. Marine al nord e Marion al sud hanno superato la soglia del 40%, il partito raccoglie adesioni in tutti gli strati della società.