È L’ANNO SANTO
di Maria Rosa Tomasello wROMA Il Giubileo che per la Chiesa universale si apre oggi alle 9.30 con la solenne cerimonia in mondovisione di piazza San Pietro, per papa Francesco si è già aperto il 29 novembre a Bangui, capitale della poverissima Repubblica centrafricana, proclamata «capitale spirituale del mondo», in una delle tante periferie del pianeta che Jorge Maria Bergoglio ama. Sospinta la vecchia e semplice Porta santa della cattedrale africana, il Pontefice spalancherà questa mattina, alle 10.30, la magnifica Porta santa in bronzo della basilica vaticana. Davanti a un parterre di autorità, tra le quali il suo predecessore, il papa emerito Benedetto XVI, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e i reali del Belgio, Alberto e Paola, circondato da una folla stimata di centomila persone, Francesco darà inizio all'Anno santo della Misericordia in un giorno fortemente simbolico: la ricorrenza dell'Immacolata (con il tradizionale omaggio, alle 16, alla statua di Maria in piazza di Spagna), a 50 anni esatti dalla chiusura del Concilio Vaticano II. Per la prima volta nella lunga storia dell'evento, che affonda le sue origini nel 1300 di Bonifacio VIII, il Giubileo avrà un "tema": l'amore di Dio per l'uomo, lo stesso che Francesco ha voluto inciso nel suo motto papale, Miserando atque eligendo. La misericordia sarà il filo conduttore che da oggi fino al 20 novembre 2016 unirà gli appuntamenti di un calendario fitto che richiamerà a Roma milioni di pellegrini, anche se Porte sante - a differenza dei precedenti Giubilei - saranno aperte nelle diocesi e nel santuari, con la possibilità di ottenere anche senza raggiungere Roma l'indulgenza plenaria. Non la remissione dei peccati, ma di tutte le pene che restano da scontare una volta ottenuto il perdono, ovvero dopo essersi confessati e aver fatto la comunione. «Vorrei che, nel corso del Giubileo straordinario della Misericordia, tutti i battezzati potessero sperimentare la gioia di appartenere alla Chiesa», ha detto Francesco - che ha deciso di compiere ogni venerdì un particolare gesto giubilare - sottolineando più volte che «la misericordia è il nucleo centrale del messaggio evangelico, è il nome stesso di Dio». Un attributo del divino riconosciuto anche dall'Islam e citato nel Corano, ha ricordato il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, nelle ore di tensione che hanno preceduto l'inizio delle celebrazioni per il timore di attentati terroristici in una città blindata e controllata da oltre duemila agenti e militari. L'Anno santo «sarà un passo ulteriore della Chiesa in uscita verso le periferie esistenziali» ha detto. Un passo verso i più poveri e disagiati, ma anche verso culture e fedi diverse. Verso l'Islam, contro chi abusa del nome di Dio. «La misericordia prima che i trattati» può costruire «terreni e geografia di pace del mondo», ha dichiarato Parolin, affermando che le due religioni dovrebbero «dimostrare la volontà di collaborare per dimostrare questo principio». Come «gesto di condivisione» e «per essere insieme contro la paura», una delegazione dell'Unione delle Comunità islamiche italiane (Ucoii) sarà presente oggi in piazza San Pietro. «Sarebbe bello che questo appuntamento divenisse occasione di confronto pacifico e costruttivo tra genti di culture e religioni diverse», ha scritto nel suo messaggio di auguri a Francesco il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni. Per la diretta tv , il Centro televisivo vaticano (Ctv) ha chiamato in qualità di consulente artistico il regista tedesco Wim Wenders, il celebre autore de "Il cielo sopra Berlino". Domenica prossima, 13 dicembre, saranno aperte le Porte sante delle Basiliche di San Giovanni in Laterano di San Paolo Fuori le Mura. Tra gli eventi più attesi dell'Anno giubilare c'è, anche se manca ancora l'ufficializzazione, la canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta, prevista per domenica 4 settembre. ©RIPRODUZIONE RISERVATA