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(segue dalla prima pagina) Si sta parlando delle informazioni più recenti sul procedere dell'inquinamento sul territorio provinciale. Vogliamo fare un rapido riepilogo? A Pavia da quasi due settimane il Pm10, vale a dire le polveri sottili sospese nell'aria, sono oltre la soglia critica: anzi, per alcuni giorni, l'hanno doppiata, tanto da indurre il sindaco a prendere in considerazione, se non arrivano rapidamente perturbazioni, persino il blocco parziale o totale del traffico. Una misura di questo genere, in concomitanza con gli acquisti natalizi, non si prende alla leggera poiché va a colpire quelle attività commerciali, dentro il centro storico, che dopo aver vissuto alcune annate tremende in seguito alla crisi stanno cominciando a riaversi. In aggiunta, il blocco del traffico, totale o parziale (targhe alterne, per esempio) ha qualche efficacia, rispetto ai rischi per la salute rappresentati dalle polveri sottili, solamente se produce una restrizione costante e prolungata della circolazione automobilistica privata dentro il perimetro cittadino. Altrimenti si riduce a misura positiva ma simbolica, atta più che altro a creare maggiore sensibilità su un problema che nessuno può risolvere da un giorno all'altro, a meno di fare il piazzista delle promesse irrealizzabili. Il livello delle polveri sottili oltre i limiti coinvolge, oltre a Pavia, anche Vigevano, capoluogo della Lomellina. Complessivamente, in termini di popolazione, tocca quindi più del 25 per cento degli abitanti della provincia. In realtà queste due criticità rendono evidente come le problematiche dell'inquinamento ambientale non siano più riducibili a emergenze temporanee da affrontare con azioni dimostrative e promesse a futura memoria. Intanto perché altre criticità simili giungono, ad esempio ancora dalla Lomellina: oltre alle polveri sottili di Vigevano ci sono infatti, sopra i limiti, anche quelle di Parona, Comune di duemila abitanti ma dove è in funzione un grosso inceneritore. Ma le notizie sul fronte dell'inquinamento non riguardano solo le polveri sottili. Mentre in Oltrepo il comitato che si oppone all'impianto di pirolisi in quel di Retorbido attende che anche la Regione prenda posizione e la smetta con i minuetti, nel Pavese i cittadini sono preoccupati per la contaminazione dei terreni agricoli. A Landriano, Vidigulfo, Bascapè, Torrevecchia, Carpiano diversi comitati chiedono la bonifica dalla diossina che, negli scorsi anni, ha contaminato i campi di quelle zone. Altri, in varie località, domandano più rigorosi controlli nello spargimento dei fanghi che, in provincia, vedono un addensamento di ben otto impianti di trattamento: un record nazionale. Aria e terra, a rischio. Ma, anche, acqua da tenere sotto controllo: a Pavia, per esempio, in due pozzi ("Borgo Ticino" e "Libertà") le analisi effettuate da Asm hanno rilevato, nelle scorse settimane, una concentrazione di manganese nell'acqua potabile doppia rispetto a quella consentita. L'inquinamento - in una provincia come quella di Pavia, ricca di boschi, parchi fluviali, colline poco antropizzate e con un'agricoltura assai rilevante – è sempre più sistematico, frutto del concatenarsi e sovrapporsi di diverse e severe criticità. La risposta non può che essere costituita da un approccio altrettanto sistematico. Dunque azioni scandite nel tempo e in grado di introdurre in modo pianificato, sul lungo periodo, mutamenti rilevanti e coordinati sia nell'assetto strutturale del territorio e delle città, sia nelle abitudini e nelle modalità della nostra vita quotidiana. Altra risposta non c'è. A meno di credere, ancora una volta, alla bacchetta magica. Quella che, invece di risolvere i problemi, li fa sparire.