Badia, scattano i licenziamenti

BADIA PAVESE «Il 10 dicembre avremo un incontro con i vertici della Big Drum Italia. Quel giorno, i lavoratori saranno chiamati a firmare, se lo vorranno, i verbali di conciliazione». A parlare è Simone Accardo, sindacalista della Flai Cgil e il riferimento è ai licenziamenti decisi alla Big Drum Italia, un'azienda di Badia Pavese specializzata nella produzione di coni e cialde per gelato. I verbali di conciliazione sono la procedura prevista: in sostanza l'azienda convoca il lavoratore che deve essere licenziato e gli offre una certa somma di denaro. Se questi accetta, firma il verbale e si impegna a non rivendicare più altro dal datore di lavoro; se non firma, impugna il licenziamento e le parti vanno davanti al giudice del lavoro. Inizialmente, si parlava di procedure di mobilità per un terzo dei 21 lavoratori che prestano la loro opera nell'azienda di Badia Pavese. Ora, pare che il licenziamento possa essere limitato a un numero inferiore di persone, anche se i dettagli verranno ufficializzati il 10 dicembre. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno già avuto un incontro con i vertici dell'azienda e Confindustria. L'esito, però, non è stato quello sperato. «Si tratta – prosegue Accardo – di un'azienda che si trova in difficoltà ormai da tempo e che non è riuscita a recuperare le risorse per mantenere invariato il numero dei lavoratori. A complicare tutto, c'è anche il fatto che si tratta di un'attività stagionale, con un ciclo produttivo che si estende su sette od otto mesi l'anno». La Big Drum ha sede a Badia Pavese da qualche anno, prima era a San Colombano al Lambro. Fa parte di un gruppo nato nel 1928, il gruppo che ha inventato i coni di cialda ricoperti di cioccolato e granella. Sono un'invenzione del suo fondatore, il signor Parker, papà della Drumstick Company a Fort Worth, Texas. Quello della produzione di coni gelato è un lavoro stagionale e il periodo di maggiore produzione va da gennaio a fine agosto. Big Drum lavora per aziende come Algida, Motta, Sammontana e per industrie che producono gelato. Il gruppo ha altri stabilimenti in Belgio e Spagna. A causa di crescenti difficoltà finanziarie è stata costretta ad annunciare gli esuberi di circa un terzo del personale e, adesso, si arriva all'ultima fase, quella del licenziamento. Una decisione tantopiù amara in quanto presa a ridosso delle festività natalizie.