Soffritti: «Nessuno interviene»
PARONA Da una parte i "verdi" che chiedono che a Parona diminuiscano il numero delle fabbriche, dall'altra i proprietari delle attività che rimandano al mittente le accuse. «Ci sono fior fior di studi che confermano che Parona è inquinata – dice l'ambientalista Renato Soffritti –. Lo dice l'Asl, l'ha confermato l'Arpa, e c'è uno studio dell'istituto Mario Negri sui tumori. Noi continuiamo a scrivere in procura a mandare esposti, sperando che qualcosa cambi, eppure non succede nulla. Ci sono delle fabbriche che inquinano e non ci riferiamo soltanto all'inceneritore, eppure nessuno fa nulla. Piuttosto si dà la colpa al pellet e alle biomasse. La stessa Arpa a volte dà delle indicazioni, e poi si smentisce. Basta vedere i due report dell'estate scorsa: in uno dei due c'erano delle conclusioni che nell'altro non si trovavano». Dall'altra parte c'è il termovalorizzatore di Parona indicato come il principale responsabile dell'inquinamento in zona. «La nostra è un'attività che comunque è tenuta sotto controllo con grande precisione – dice il direttore dell'impianto Sergio Testa – eppure tutti continuano ad accusarci. Il prossimo mese abbiamo un altro incontro con il tavolo territoriale che si occupa dell'ambiente e ci sono continui contatti con Regione Lombardia. Certo contribuiamo all'inquinamento, ma non siamo certo gli unici. In estate hanno segnalato il possibile incidere delle biomasse sulla qualità dell'aria. In molti dicono di non crederci, ma è innegabile che negli ultimi anni con la crisi economica siano aumentate le famiglie che utilizzano stufe a legna o a pellet. E poi è innegabile il fatto che a Parona noi non siamo l'unica azienda che inquina. Allo stesso modo è innegabile che la nostra azienda in tutti questi anni sia sempre stata disponibile al dialogo». Andrea Ballone