Riposo obbligato, stop agli ambulatori

di Roberto Lodigiani wVOGHERA L'effetto a catena del riposo obbligatorio per medici e infermieri manda in crisi anche gli ambulatori ospedalieri, dopo il laboratorio analisi. Un terremoto che parte dai reparti di Medicina di Voghera e Stradella, quelli con il maggior numero di posti letto e di pazienti. Il primario stradellino, Giovanni Ferrari, potrebbe tagliare nove ambulatori già a dicembre e anche il suo omologo vogherese Luigi Magnani dovrà quasi certamente impugnare la scure a causa dell'impossibilità di garantire la copertura dei turni, tra carenze croniche di personale specializzato (Stradella tira avanti con almeno tre medici in meno rispetto a una dotazione ottimale di undici, dovendo assicurare anche le guardie notturne interdivisionali) e l'obbligo delle undici ore di stop previsto dalla legge 161, entrata in vigore ufficialmente lo scorso 25 novembre. Ma i sindacati temono che quanto sta accadendo alle due Medicine sia solo la punta dell'iceberg di un generale collasso organizzativo: all'ospedale civile di via Volturno, rischiano seriamente la paralisi anche le attività chirurgiche e i servizi di emergenza come Pronto soccorso, Rianimazione e la stessa Cardiologia; in bilico le ferie natalizie del personale che potrebbero essere congelate per evitare il crollo dei diversi castelli di carta. Duro con l'Azienda ospedaliera Michele Autelli, Uil medici: «Stiamo facendo una ricognizione nei reparti per individuare le varie criticità - spiega - i primari entro l'8 dicembre dovranno presentare delle memorie scritte allo stesso scopo. Dopodichè chiederemo un incontro urgente con la direzione sanitaria per capire cosa intende fare per fare fronte alle problematiche: se non ci saranno risposte credibili e adeguate, proclameremo subito lo stato di agitazione e coinvolgeremo la prefettura e l'ispettorato del lavoro, perchè sarebbe inaccettabile che ai cittadini vengano sottratti dei servizi primari. C'è stato un anno di tempo per prepararsi alla legge, ma nonostante questo siamo al caos». L'Azienda ha avviato a sua volta una serie di colloqui e di incontri con i direttori di struttura complessa, che vedono impegnati il coordinatore sanitario Giovanni Monza, «allo scopo di identificare le eventuali necessità di incremento del personale dirigente (medici), utile a garantire lo stacco di 11 ore». In sostanza, laddove la coperta è corta (come ad Anatomia patologica, dove manca un biologo non sostituito dopo la pensione), l'impegno è quello di fare delle assunzioni per colmare le lacune; la direzione aziendale promette «attenzione a tutti i reparti», ma fissa anche delle priorità per l'assegnazione del personale: corsia privilegiata per Pronto soccorso, Punti nascita, Anestesia e Rianimazione, Terapie intensive. ©RIPRODUZIONE RISERVATA