Start up, le imprese al femminile guidano la ripresa

Una mattina con gli "Startupper": giovedì dalle 10 alle 12 in Camera di Commercio i consulenti saranno a disposizione per chi si presenta con un'idea. Accompagneranno gli aspiranti imprenditori lungo un percorso successivo che prevede orientamento alla cultura d'impresa (8 ore), formazione di un business plan (48 ore), servizi di creazione dell'impresa (2 ore), accompagnamento nell'accesso al credito (6 ore), supporto alla start up (24 ore).di Maria Grazia Piccaluga wPAVIA Basta avere un'idea innovativa in testa. Essere giovane, immigrato oppure donna. Giovedì 10 dicembre, dalle 10 alle 12 in via Mentana 27, un gruppo di esperti e consulenti sarà a disposizione per dare corpo alle imprese ancora nel cassetto: dalla stesura del business plan all'accompagnamento nell'accesso al credito per finanziarle. Unioncamere Lombardia e Camera di Commercio di Pavia offriranno un servizio gratuito di orientamento, formazione, assistenza personalizzata e accompagnamento a chi si presenterà con un progetto da sviluppare. L'iniziativa si chiama "Startupper" e si rivolge ad alcune categorie precise che, stando agli ultimi dati elaborati dalla Camera di Commercio di Milano su tutta la Lombardia, sono quelle più attive. In tre anni, in Lombardia, i nuovi imprenditori stranieri sono cresciuti dal 19,8% al 21,8%. Nel 2014 si sono iscritte alle Camere di Commercio 59mila nuove imprese, 24mila solo a Milano, 66 al giorno. Ma se nel capoluogo mostrano più dinamismo gli immigrati che si ritagliano un ruolo nel campo del commercio, della ristorazione e dell'edilizia specializzata, in provincia di Pavia sono le donne a farla da padrone. Nell'ultimo anno la provincia ha registrato un 27% di attività a conduzione femminile, un'impresa su tre. Osano di più, sono creative, spaziano dalla farmacologia al biologico. Le donne che si lanciano nell'avventura di una start up sono in aumento. Alcune ce l'hanno già fatta. Pioniere del progetto che debutta ufficialmente giovedì 10 dicembre. Erika Donato, 28 anni, un laurea in Scienze naturali, con due amiche - Michela e Federica - si è inventata AgriPavia. Nata in pochi metriquadrati in via Omodeo, all'ombra del Duomo, la piccola impresa è partita offrendo prodotti tipici a chilometri zero. Zucca bertagnina di Dorno e Brasadè di Staghiglione, salame di Varzi e confetture. E pian piano, con il passaparola e una strategia intelligente, a piccoli passi, ha aggiunto qualche tavolo per la degustazione, poi i laboratori eco-bio, le serate di arte e gastronomia. «Ho seguito un corso di formazione rivolto ai giovani – racconta Erika Donato – . Il problema è che solo la formazione non basta. Quindi è stato utile poi fare corsi più specifici con i consulenti di PaviaSviluppo, mirati al settore scelto. Banalmente devi saper come fare una vetrina, non solo il business plan. Ci abbiamo messo un anno a fare partire il progetto che era quello di portare la campagna in città, ma non con un semplice punto vendita. Va comunque detto che servono anche molto coraggio e molta tenacia, forse anche un po' di incoscienza, perché la fase più difficile è quando si comincia ad avere a che fare con la burocrazia. Ma alla fine siamo riusciti a partire».