Le famiglie in campo contro il sequestro
BOSNASCO Presidio delle famiglie e sciopero della fame ad oltranza fino a quando la vicenda della chiusura di "Villa Iole" non arriverà sui media nazionali. Giampietro Melis, gestore della struttura, indagato per abbandono di incapace, insieme alla moglie e alla cognata, è determinato: da sabato sera, alle 19, si è stabilito di fronte ai cancelli di via Roma per protestare contro la decisione dei Nas di Cremona, della Procura e dell'Asl di Pavia di mettere i lucchetti alla villa. Ha scelto la sera più fredda di tutto l'autunno, ma le temperature basse e il nevischio non hanno fermato la sua mobilitazione. «Come ho promesso ho passato la notte qui davanti. Fino alle 2 sono rimaste con me altre persone, ma poi mi sono messo in macchina per dormire un po'. Sono passati anche i carabineri, che si sono fermati a parlare con me – ha spiegato Melis ieri mattina – Sto ancora aspettando la stampa nazionale e "Le Iene". Spero che abbiano letto il mio comunicato, altrimenti ne manderò un altro». Dall'inizio dello sciopero, Melis ha ricevuto la solidarietà di molti famigliari degli ex ospiti della struttura, che fin da sabato sera gli hanno portato coperte e bevande calde per affrontare il freddo della notte. Nonostante la stanchezza, però, il gestore trova il tempo di replicare al sindaco di Bosnasco, Flavio Vercesi: «Il sindaco non ha detto la verità quando ha affermato di non aver mai ricevuto nostri documenti - spiega ancora Melis -. Ho in mano una lettera protocollata che dimostra che già dal 26 ottobre il Comune sapeva del nostro progetto. Adesso chiederò immediatamente un accesso agli atti per dimostrare che ho pienamente ragione». Ieri mattina una ventina tra familiari degli ospiti e personale della struttura sono tornati di fronte alla villa per mostrare tutto il loro sostegno a Melis e ribadire che dentro la casa tutto era regolare e non ci sono mai stai maltrattamenti degli anziani. «C'è gente che ha voglia di lavorare solamente inventandosi fatti mai accaduti - afferma la figlia di un degente -. Il risultato è che hanno cacciato delle persone da quella che ormai credevano la loro casa, senza minimamente pensare ai loro sentimenti». Mentre un altro familiare ribadisce che «il personale nelle ville ha sempre trattato alla grande gli ospiti e a tutti voglio dire andiamo avanti così, continuando a dare man forte a Gianpietro». Anche le operatrici, infine, mostrano tutto il loro dissenso per l'esito della vicenda: «Spero solo che nessuno muoia dal dispiacere per essere stati allontanati dalla loro casa - afferma una di loro -. E' stato davvero straziante per me e le mie colleghe vedere loro piangere quando li stavano portando via». Oliviero Maggi