Filighera, piedi per terra ma anche giuste ambizioni

FILIGHERA Domenica il girone B di Open a 11, vivrà lo scontro al vertice tra il Filighera e il Gerenzago, ovvero le due capolista del torneo. Una gara che promette spettacolo e che proverà anche a regalare la capolista solitaria. «Loro sono davvero un'ottima squadra – racconta Amedeo Cristiani, capitano e bandiera del Filighera – Sono sicuramente al nostro livello e per questo sarà una gara assai equilibrata». Una gara particolare anche per Mariano Tremonte, allenatore del Filighera oggi, ma tra i fondatori del Gerenzago. «Questo mette ancora un po' più di pepe alla sfida – dice Cristiani – Lui in passato è stato davvero al centro del progetto del Gerenzago, prima come calciatore poi come allenatore. Da qualche stagione è qui con noi e sta davvero facendo un grande lavoro, anche in una stagione che ci sta vedendo protagonisti». Anche perché è innegabile che mai come quest'anno il Filighera sia partito bene, giocando un ruolo da protagonista. «Diciamo che, a differenza dell'anno scorso, quando abbiamo di fatto regalato un mese agli avversari, siamo partiti alla pari con loro – dice ancora Cristiani – Per questo ora ci troviamo in vetta alla classifica e speranzosi di poter ripetere il successo in campionato come accaduto l'ultima volta nel 2013. Sarà però difficile portare a casa la vittoria del girone, anche perché ci sono parecchie squadre attrezzate. Su tutte il Gerenzago, ma anche Casanova Staffora, Football Casanova, squadra che mi ha davvero impressionato, e Real Valversa. Sono tutte compagini che si giocheranno vittoria del girone e accesso ai playoff fino all'ultima giornata». Se il Filighera è da anni che resta ai vertici del girone, è certamente merito di un gruppo molto solido e che negli anni è rimasto quello, con l'aggiunta di qualche giovane che ha portato corsa e ritmo. Ma il nucleo originario è ancora lì: e lì risiede la forza di questo gruppo. «La nostra è una bella storia – prosegue il capitano del Filighera Cristiani – Siamo quel gruppo di amici che da piccolo si è conosciuto sul campo dell'oratorio e che oggi, da adulti, si ritrova su quello stesso campo a condividere il tempo libero. Ogni anno arrivano tre o quattro nuovi giocatori, spesso giovani, e questo è importante perché da nuova linfa, e permette di potercela sempre giocare in un girone e in un campionato che è cresciuto come livello e che mai come oggi è estremamente competitivo». Alessandro Iraci