Pavia, 30 anni fa il primo trapianto di cuore
di Anna Ghezzi wPAVIA Trent'anni fa, nella notte il 17 e il 18 novembre del 1985, a Pavia Mario Viganò con Luigi Martinelli, Gaetano Minzioni, Mauro Rinaldi, Angelo Graffigna e Temistocle Ragni entrarono nella sala operatoria della vecchia Cardiochirurgia per fare la storia: il primo trapianto di cuore a Pavia, il secondo in Italia dopo Padova, per un soffio. Sul tavolo operatorio quella notte c'era Gianmario Taricco, studente di giurisprudenza. Aveva vent'anni, allora. Sono passati trent'anni, Taricco ora è avvocato e ha due figli. «È un successo ancora oggi», spiega il chirurgo Andrea D'Armini. Quando arriva l'organo da trapiantare ora è lui che corre, a qualunque ora del giorno e della notte. Il professor Viganò infatti ora è in pensione, D'Armini, è responsabile della Chirurgia trapiantologica cardiopolmonare e dell'ipertensione polmonare al S. Matteo: «Nell'85 ero al quarto anno di Medicina – racconta D'Armini – sono arrivato qui dopo il1989. Di quell'équipe al San Matteo è rimasto il dottor Claudio Goggi che andrà in pensione alla fine di dicembre». In trent'anni al San Matteo sono stati fatti 1458 trapianti: «Di questi – spiega D'Armini – la maggioranza sono di cuore, 1078 fino ad oggi, poi 41 trapianti di cuore e polmone e 339 di polmone isolato». Quest'anno finora sono stati 13 i trapianti cuore, 7 quelli di polmoni effettuati a Pavia Tanti? Pochi? Pavia ha una delle serie storiche più grandi al mondo di trapianti, la più alta casistica italiana. Ma il dato è ancora in calo rispetto a 5 anni fa, quando i cuori trapiantati erano stati 17, una decina i polmoni. E già allora Viganò diceva che erano pochi, che fino ai primi anni del Duemila di trapianti se ne facevano una cinquantina all'anno. Il problema? Mancano le donazioni. «A Pavia facciamo anche il trapianto cuore - polmone – spiega D'Aremini – ma siamo rimasti gli unici in Italia a farlo perché è rarissimo: ora per alcune patologie si trapianta solo il polmone, si è visto che il cuore si riprende bene. E con la carenza di donatori che c'è si preferisce trapiantare il singolo organo: con un blocco cuore - polmoni di un unico donatore si possono salvare tre persone». L'ultimo trapianto di cuore a Pavia è stato il 23 ottobre scorso, la ricevente è una signora di 65 anni che ne aveva disperatamente bisogno. In Lombardia nel 2014 i donatori "utilizzati" sono stati 245, 43 in più rispetto al 2013manon abbastanza: 1319 persone sono in attesa di trapianto per i reni, 258 per il cuore e 71 per i polmoni. In media si aspettano due anni per i reni, due e mezzo per il cuore e un anno e mezzo per i polmoni, salvo problemi di compatibilità.