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Come combattere le rughe da 50enne Ho 50 anni e le rughe sul viso cominciano a diventare evidenti. Esiste qualche nuova tecnica per ringiovanire il volto che non sia "invasiva" come un lifting? (Paola, 50 anni, Pescara) Risponde Alfredo Borriello, dirigente dell'unità operativa di chirurgia plastica all'ospedale Pellegrini di Napoli Una novità in tema di trattamenti anti-age è costituita dal "Prp", un trattamento in grado di attivare le cellule che producono fibre di collagene e quindi di rigenerare i tessuti di viso, collo e contorno occhi. Il "Prp" è l'acronimo di Platelet rich plasma, letteralmente plasma arricchito in piastrine. La tecnica prevede l'infiltrazione attraverso un ago sottile, nella pelle della paziente, di plasma arricchito di piastrine, ottenuto grazie alla centrifugazione del sangue della stessa. Il "Prp" favorisce la neovascolarizzazione cutanea con la formazione di nuovo tessuto, donando una maggior elasticità e luminosità. Non c'è rischio di rigetto ed è consigliabile un ciclo di due o tre sedute della durata di circa 20 minuti una volta l'anno. Frattura al polso, quale intervento? L'altro giorno sono caduto pattinando e ho avvertito subito dolore al polso ma non gli ho dato peso perché era sopportabile. Poiché persisteva ho effettuato una radiografia che ha evidenziato la frattura dello scafoide (polso). Mi hanno detto che non guarirà e che mi dovrò operare. Sono preoccupato. (Lorenzo, 36 anni, Padova) Risponde Riccardo Foti, chirurgo ortopedico dell'azienda ospedaliera Sant'Andrea di Roma La frattura dello scafoide è un'eventualità frequente e spesso non implica una sintomatologia importante, per cui la diagnosi può essere effettuata in ritardo. Inoltre è un osso scarsamente vascolarizzato che non guarisce facilmente, tanto che talvolta si può verificare la necrosi del polo prossimale. È preferibile stabilizzare la frattura chirurgicamente per evitare il rischio di una mancata guarigione ovvero di una "pseudoartrosi". In questo ultimo caso sono necessari e possibili differenti trattamenti chirurgici. Mal di stomaco e insonnia: che fare? Da alcuni mesi soffro di mal di stomaco e insonnia. Da tutti gli accertamenti che ho fatto non risulta nulla fortunatamente, ma non mi sento bene. Il mio medico mi ha detto di consultare uno specialista per parlare dei miei problemi emotivi. Mi chiedo se sia necessario: mi preoccupa molto il fatto di parlare con uno psichiatra. (Elena, 36 anni, Sassari) Risponde Adelia Lucattini, psichiatra psicoterapeuta e psicoanalista La paura di parlare con uno psichiatra è molto frequente, anche perché i disturbi psicologici o fisici dovuti depressione, stress e sovraffaticamento non sono facili da accettare e spesso si ritiene che "debbano passare da sé". Il disturbo fisico o l'ansia vanno invece considerati come una comunicazione, un messaggio che il corpo e la mente mandano a se stessi segnalando che qualcosa non va e che è necessario cambiare qualcosa per poter stare meglio. Lo psichiatra e lo psicoanalista vanno visti per quello che sono: specialisti che "parlano" con le persone, aiutano a conoscersi e a vivere meglio, a superare difficoltà e, possibilmente, a essere più felici.