Umberto Maugeri risarcisce 3,8 milioni

di Maria Fiore wPAVIA Dopo la Fondazione, che aveva messo a disposizione della magistratura 17 milioni di euro, anche l'ex presidente ha voluto chiudere i conti con la giustizia. Umberto Maugeri, alla guida della clinica pavese fino al 2012, coinvolto nell'inchiesta sulla distrazione di 61 milioni di euro dalle casse della clinica pavese e accusato di frode fiscale, corruzione e appropriazione indebita, ha patteggiato ieri mattina 3 anni e 4 mesi di carcere davanti al gup di Milano Carlo Ottone De Marchi. Maugeri, che è stato interdetto dai pubblici uffici per cinque anni, ha anche risarcito, ai fini della confisca, 3 milioni e 850mila euro. Secondo indiscrezioni, era stata proprio la quantificazione della cifra da risarcire a rallentare le trattative per il patteggiamento, che andavano ormai avanti da oltre due anni. Alla fine, però, è stato trovato l'accordo con i pubblici ministeri milanesi Laura Pedio, Antonio Pastore e Gaetano Ruta. Maugeri, che per questa vicenda era anche finito agli arresti domiciliari (poi revocati), secondo i magistrati milanesi avrebbe avuto un ruolo nel buco milionario provocato nei conti dell'ente: denaro che sarebbe finito in parte nelle mani di politici, per pilotare in modo favorevole le delibere per i finanziamenti alla clinica, e in parte su conti e società estere. La scelta del patteggiamento è in linea, peraltro, con il comportamento di collaborazione tenuto da Umberto Maugeri anche durante le indagini. Sentito dai magistrati, l'ex presidente della clinica aveva ammesso di avere «la consapevolezza» dell'«attività di corruzione di pubblici ufficiali per ottenere provvedimenti favorevoli per la Fondazione nell'ambito dell'esercizio delle funzioni discrezionali della Regione». Sul presunto ruolo di Umberto Maugeri nella distrazione del denaro è anche in corso una causa civile in cui la Fondazione gli chiede 25 milioni di euro. La causa è figlia di «un'azione di responsabilità» intrapresa, oltre un anno fa, da Aldo Maugeri, che aveva preso le redini della Fondazione dopo il coinvolgimento del fratello Umberto nell'inchiesta e morto a luglio dello scorso anno. Sul fronte penale anche l'ex direttore generale Costantino Passerino aveva chiesto di patteggiare, per le stesse accuse, ma l'accordo con la procura era saltato e Passerino aveva deciso di affrontare il dibattimento, che è ancora in corso in tribunale a Milano. Nell'udienza di ieri hanno patteggiato anche altri due imputati: il consulente della Maugeri Gianfranco Mozzali e il commercialista Claudio Massimo. Con i loro patteggiamenti il totale dei risarcimenti ammonta a quasi 5,5 milioni di euro. Nessun accordo raggiunto, invece, con il presunto intermediario Sandro Fenyo, la cui posizione è stata quindi stralciata.