Prelievi per 218mila euro 82enne finisce a giudizio

di Maria Fiore wPAVIA Prelievi e bonifici per 218mila euro dal conto corrente della cognata. Denaro che, secondo l'accusa, non le spettava. Antonia E., una donna di 82 anni che abita a Pavia, è sotto accusa per appropriazione indebita. Secondo le indagini condotte dal sostituto procuratore Roberto Valli, la donna si sarebbe appropriata del denaro dell'anziana cognata. La vittima nel frattempo è deceduta, ma il procedimento è andato avanti lo stesso. Nei confronti dell'82enne è stata emessa una citazione diretta a giudizio ed è stata fissata, per l'11 marzo, la prima udienza del processo. L'indagine nasce dalla denuncia di altri parenti della defunta, che avevano trovato alcuni prelievi, per cifre ingenti, dal conto corrente della donna. La scoperta risale a un periodo a cavallo tra il 2010 e il 2011, cioè prima che fosse nominato un amministratore di sostegno per l'anziana. In questi mesi, che sono indicati nel capo di imputazione, sarebbero stati fatti dal conto dell'anziana tre prelievi, tramite bonifici: uno per 18mila euro, l'altro di 112mila euro e un terzo per 88mila euro. La cifra totale prelevata, così come risulta dalle carte dell'indagine, è di 218mila euro. L'accusa nei confronti dell'imputata deve ovviamente affrontare il vaglio del processo. Anche perché la contestazione si intreccia con una causa civile, ancora in corso, che riguarda un testamento lasciato dalla defunta proprio alla cognata, a cui era molto legata. Secondo la difesa, rappresentata dall'avvocato Gaetano Tenore, i prelievi dal conto sarebbero stati fatti quindi nell'ambito delle volontà della defunta, anche se il testamento era stato pubblicato dopo la sua morte. I prelievi, invece, erano stati eseguiti prima ed erano stati segnalati anche dall'amministratore di sostegno che aveva l'incarico di gestire il patrimonio dell'anziana (che ora potrebbe essere sentito come testimone al processo). La denuncia dei parenti era stata fatta per l'accusa di circonvenzione di incapace, ma questa contestazione non è rimasta in piedi dopo le indagini. Il sostituto procuratore ha invece ravvisato una ipotesi di appropriazione indebita: il denaro, cioè, sarebbe stato prelevato senza che la cognata ne avesse diritto. «Prendiamo atto della decisione della procura – si limita a dire l'avvocato Tenore –, ma l'accusa è tutta da dimostrare». @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA