Mafia, Melillo e Postiglione parlano dei beni confiscati

PAVIA Si concludono con una serata dedicata ai beni confiscati gli incontri pubblici al collegio S. Caterin organizzati a corollario del corso dell'Università in Storia delle Mafie italiane. Dopo aver parlato della diffusione dei fenomeni mafiosi nelle diverse realtà italiane, oggi alle 21 ci si focalizzerà sui beni confiscati alle organizzazioni criminali e su come questi possano trasformarsi in una risorsa per l'economia sana e per la legalità. Parleranno di questo tema Giovanni Melillo, capo di Gabinetto del Ministero di Giustizia e Umberto Postiglione, direttore Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC). Modera l'incontro Enzo Ciconte, titolare del corso di Storia delle Mafie italiane e r3ecentemente insignito del premio Paolo Borsellino per il suo lavoro pluridecennale di studio, di docenza e di divulgazione sulle organizzazioni criminali. In Italia il valore dei beni requisiti ha un valore complessivo stimabile in diversi miliardi di euro. Secondo gli ultimi dati dell'ANBSC, sono circa 10.500 i beni immobili attualmente sequestrati nel nostro Paese.