Vendemmia tra sequestri e declassamenti

Risale al 13 ottobre scorso la rimozione dei sigilli dall'ultima parte del vino sequestrato alla cantina "Terre d'Oltrepo" di Broni. La Forestale e la Guardia di Finanza erano tornati nelle sedi di Broni e Casteggio per dissequestrare i 35 mila quintali (pari a 3,5 milioni di litri) di vino, bloccati nelle cisterne in seguito al provvedimento disposto il 21 luglio scorso. Vino bianco Igt delle varietà principali, Pinot nero, Riesling e Moscato, che è stato declassato a semplice vino da tavola, perdendo così gran parte del suo valore commerciale. In Cantina, quindi, sono rimasti ancora sotto sequestro circa 5 mila quintali di vino. Dopo il dissequestro dei primi 40 mila quintali di Pinot grigio dalle cisterne, avvenuto a fine settembre, i vertici della Cantina avevano chiesto lo sblocco della parte rimanente, ma in un primo momento il pm aveva dato parere negativo, ritenendo che anche questo lotto dovesse essere declassato. E così è stato fatto. Nonostante quest'ultimo provvedimento, resta comunque in piedi il filone di indagine, avviato nel novembre dello scorso anno, in cui è coinvolto il vecchio consiglio di amministrazione della Cantina. Proseguono inoltre gli accertamenti della Forestale e delle Fiamme Gialle sui produttori che hanno portato le uve alla Cantina, alla ricerca di eventuali irregolarità nei conferimenti e nella redazione dei documenti. Il dissequestro era arrivato al termine di una vendemmia positiva: la Cantina ha superato i 400 mila quintali di uve pigiate (gli anni scorsi aveva raggiunto quota 500 mila), eguagliando in qualità, soprattutto per le uve rosse, le vendemmie degli anni 1964/1970/1971. La bufera giudiziaria, e il rischio di non poter far partire la raccolta per il sequestro delle cisterne (rischio rientrato dopo l'ispezione dei tecnici del ministero dello Sviluppo economico) avevano fatto temere defezioni tra i soci, che, però, alla fine sono state contenute.