Panigati: «Questo Varese in Eccellenza falsa il campionato»
SANT'ALESSIO Una sconfitta che fa male sul piano morale per l'Accademia Pavese, non tanto perché subita dalla corazzata Varese, capolista indiscussa del girone A di Eccellenza. Un club storico quello biancorosso che è sparito dal calcio che conta dopo il fallimento societario. A Varese fino all'ultimo si è cercato di salvare il club nel calcio professionistico con un'iscrizione in Lega Pro. Naufragata questa possibilità non è stato possibile neppure ripartire dalla D e quindi il Comitato regionale lombardo della Lega Nazionale Dilettanti ha dovuto accogliere la formazione lombarda in Eccellenza. Squadra allestita con un organico da categoria superiore e con un seguito calco: anche contro l'Accademia Pavese all'Ossola, stadio che fino all'anno scorso ha ospitato le gare di serie B, c'erano 1.500 spettatori. In questo clima per un'ora la squadra diretta da Marco Falsettini ha tenuto testa ai biancorossi, poi è arrivato il gol del vantaggio di Marrazzo, il primo dei suoi tre, al quarto d'ora della ripresa. Ma l'episodio che ha deciso il match e scaldato gli animi è accaduto alla mezz'ora. Dopo un rigore discusso concesso al Varese e parato da Migliari, Mezzadri è rimasto a terra in area avversaria. Mentre i giocatori dell'Accademia Pavese chiedevano soccorsi per il loro compagno di squadra il Varese ha giocato regolarmente la palla andando a segnare in contropiede. Un episodio che ha scaldato gli animi e provocato un parapiglia costato due espulsioni solamente per i pavesi: quella di Castellazzi e dalla panchina di Dragoni. Duro il presidente Ezio Panigati su quanto accaduto domenica a Varese. «Questo è un campionato falsato, assurdo, in cui una squadra di professionisti come il Varese non centra nulla con noi dilettanti - dichiara il patron dell'Accademia Pavese -. Non ci amareggia la sconfitta che contro una squadra del genere ci può stare per tutti, ma il modo in cui siamo stati trattati. Intendo sul campo di gioco con atteggiamenti come quello in cui è maturato il secondo gol con un nostro giocatore infortunato e che aveva bisogno di soccorsi. Lo stesso loro allenatore ha ammesso poi che hanno sbagliato e che avrebbero dovuto concedersi un gol, ma poi non l'hanno fatto. Nel calcio ci vuole umiltà, sportività, quella che non c'è stata da parte dei giocatori del Varese. Ed è questo che fa male e l'esempio di un calcio malato che non funziona….». Enrico Venni