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ROMAGNESE Nata nel 1976 da un gruppo di studenti della facoltà di Agraria di Milano la cooperativa Canedo di Romagnese è diventata un' azienda di allevamento di bovini biologica. In cooperativa attualmente lavorano: Franco Daidone e Sergio Franchi e Ivan Smirnov, Federico Daidone Costantino (Agronomo), Alessandro Capsoni (veterinario) ed Alice Dedomenici. Questa realtà opera sull'Appennino a cavallo tra Val Tidone, Val Trebbia e Val Staffora dove i bovini (180 bovini) di razza limousine pascolano fino a 1400 metri sopra il livello del mare. L'idea nacque dall'esperienza fatta durante lo svolgimento di una "tesi interdisciplinare di gruppo" che vide la collaborazione di numerosi istituti della Facoltà e della Provincia di Pavia e che aveva come oggetto di studio e sperimentazione la Comunità Montana dell'Oltrepo. Dalla conoscenza diretta di queste esperienze e dalla possibilità di poter acquisire terreni in affitto già abbandonati o in via di abbandono nella frazione di Canedo, l'ultimo e più alto Comune della val Tidone, alcuni studenti decisero di trasferirsi da Milano sul posto e di iniziare l'allevamento, acquistando un primo gruppo di venti manze, incroci di razze francesi. Nel corso degli anni sono riusciti ad instaurare un rapporto di amicizia e di collaborazione con altri allevatori della Comunità Montana. «Partendo dalle poche pertiche prese in affitto nel primo anno, l'azienda ha gradualmente aumentato la superficie fino ai 240 ettari circa, dei quali 70 ettari utilizzati a seminativo e 170 a prato pascolo e pascolo. – spiega l'agronomo Federico Daidone Costantino - L'altitudine a cui sono situati i terreni varia dai 500 metri ai 1400 metri dei pascoli del Monte Penice. Il passaggio al biologico è quindi stato naturale e privo di cambiamenti sostanziali nella conduzione aziendale. Il corretto utilizzo dei reflui (letame e liquame), reso possibile da nuove strutture di stoccaggio e da una rinnovata meccanizzazione e l'utilizzo consociato dell'erba medica e di altre leguminose per la semina dei prati non solo ha sostituito la concimazione chimica, ma anche migliorato la qualità dei foraggi arricchendo il cotico dei pascoli». La cooperativa da molti anni sostiene la filiera corta, la nascita e la diffusione di Gruppi d'Acquisto Solidali (Pavia, Milano, Brescia e Bergamo) verso i quali destina ormai la totalità dei propri prodotti. «La Cooperativa – conclude Federico Daidone Costantino - non offre un servizio di macelleria tradizionale. Il nostro metodo di vendita si basa sul concetto che la carne ottenuta dalla macellazione di un animale abbia tutta lo stesso "valore". Per quanto alcuni tagli siano più conosciuti o semplici da cucinare ed ogni muscolo abbia proporzionalmente dimensioni differenti, il prezzo non cambia». Mattia Tanzi