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PIEVE PORTO MORONE È stato il dramma di tutta Pieve Porto Morone, l'investimento mortale di Silvia Zecchi, 50 anni compiuti il 6 maggio, la mamma del parroco don Luca Massari. La conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, è arrivata ieri mattina con i funerali: tutti nella chiesa parrocchiale raccolti attorno al feretro e al vescovo monsignor Giovanni Giudici, nelle strade solo il silenzio e un sole pallido. Lacrime, tante, e due malori. Con la serenità che sa dare solo la forza della fede, il figlio ha voluto pronunciare l'omelia. «La sua vita è stata bellissima, felice non perché siano mancati i momenti di amarezza, ma perché si è lasciata trasformare nella vita quotidiana con Cristo che vedeva nei volti della sua comunità. Serviva con amore e oggi con chissà quale stupore si trova a essere servita, nella Mensa celeste». Il grande sorriso di Silvia, che rimane nei ricordi e nelle immagini distribuite davanti alla chiesa, è il sorriso del dono: ha dato vita alla Caritas a Pieve, teneva lezioni di catechismo e poi ancora aveva un progetto, quello di avviare il doposcuola. La mattina prima dell'incidente fatale, investita da un automobilista mentre in bicicletta tornava dalla Messa per tutti i defunti al cimitero, era andata a Vicenza, a portare in auto due concittadini rimasti a piedi per un incidente. «Aveva un sorriso contagioso», ha ricordato ancora il figlio sacerdote. Che è a sua volta un dono, alla Chiesa, come ha voluto sottolineare nel suo messaggio il pievese monsignor Paolo Magnani, vescovo emerito di Treviso. «Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio», ha ammonito dal pulpito una citazione dal libro della Sapienza. «Chi non ama rimane nella morte, chiunque odia il proprio fratello è omicida», poi, l'esortazione della prima lettera di San Giovanni Apostolo. E tra queste parole, pari forza hanno quelle lasciate da Silvia: «Questo Padre misericordioso sa trovare mille modi per raggiungere noi, gli amati...instancabile nel cercarci Lui per primo». «Cara mamma, presto noi ci rivedremo in paradiso», ha concluso don Luca. «Mamma, ci hai dato troppo – così la figlia Elisa, quasi in lacrime – eri la nostra àncora, la nostra torcia nei buio, tuo era il primo e l'ultimo sorriso della giornata». E un grazie, "a Dio e a te Silvia, perché ci hai insegnato la giusta strada"anche dai bambini dell'oratorio. Chiara Riffeser