«Senza un euro da marzo l’Inps non sblocca i fondi»

di Roberto Lodigiani wCORANA Non vedono un soldo dal mese di marzo. E ora i 27 lavoratori di Italiana Pellets (tra loro molti padri di famiglia con figli a carico e mutuo da pagare) puntano il dito contro l'Inps che non sblocca i fondi dell'indennità di cassa integrazione straordinaria. «Gli arretrati superano i 7mila euro a testa», precisa Simone Monaco, delegato di base Cgil. Alcuni operai si sono rivolti all'Anticipazione sociale della Regione, per portare a casa un po' di quattrini, ma nonostante le ripetute richieste al curatore fallimentare, mancherebbe ancora la documentazione necessaria per far procedere le pratiche. Il ricorso alla cigs tra marzo e giugno è stato autorizzato dal ministero del Lavoro, ma inspiegabilmente il denaro non arriva. Per il periodo successivo, fino al marzo 2016, si è in attesa di una nuova autorizzazione, necessaria dopo il fallimento dell'azienda decretato a giugno dal tribunale civile di Milano. La burocrazia con i suoi misteri sembra accanirsi. «La sensazione è quella di sbattere sempre contro un muro – attacca il sindacalista Massimo Vidal – ho mandato molte mail all'Inps, la risposta è che la documentazione per sbloccare il versamento delle indennità è carente. Boh». L'azienda di Corana è crollata benchè il mercato del pellet sia tutt'altro che in crisi (la crescita annua è del 5%). I problemi sono sorti dopo che la proprietà è passata a fondi di investimenti evidentemente non pratichi del settore. Il curatore, Luigi Spagnolo, spiega che ci sono un paio di soggetti interessati ad affittare lo stabilimento e a riprendere l'attività produttiva ferma ormai dallo scorso anno. I dipendenti sperano nel buon esito delle trattative e intanto si arrangiano con lavoretti saltuari. «Tirare avanti è dura, ma non ci arrendiamo». Ieri ai cancelli della fabbrica hanno appeso uno striscione con la scritta eloquente, «Tante promesse sempre le stesse, poche proposte zero risposte». ©RIPRODUZIONE RISERVATA