Arsenale, sindaco cauto sulle proposte di riuso
di Linda Lucini wPAVIA «Mi pare che le funzioni pubbliche uscite dalla proposta della progettazione partecipata dell'Arsenale siano molte e io ci metterei un po' di cautela nell'indicarle». Così esordisce il sindaco nel commentare le linee guida elaborate dai cittadini per il riuso dell'area dismessa. «Sono bisogni della città che emergono ed è giusto sia così – aggiunge Massimo Depaoli – Alcuni li conosciamo bene come la necessità di spazi della Leonardo o del Volta, tant'è che per la scuola media abbiamo pensato a un'area davanti all'Arsenale. Così come il tema degli spazi della Ginnastica Pavese per la quale stiamo valutando anche un intervento su via Porta. Può avere un senso anche un luogo interconfessionale come la stanza del silenzio, bisogna vedere però come gestirlo». E se la visione del sindaco è più politica quella dell'assessore all'Urbanistica Angelo Gualandi è più concreta: «Ora bisogna fare ciò che abbiamo detto: i carotaggi per verificare se serve una bonifica, capire quali e quanti saranno i vincoli posti dalla Soprintendenza e poi fare un progetto dove le funzioni indicate dai cittadini con la progettazione portata avanti da «Arsenale creativo» potrebbero andare. Tutto però deve avere sostenibilità economica. Per il resto sono convinto che la multifunzionalità all'interno di un'area così appetibile e così strategica sia doverosa. Il futuro Arsenale non potrà essere solo una cittadella dei servizi, ma deve essere legato al mondo della produzione, possibilmente tecnologica e innovativa, e magari anche a quello della ricerca. Attività che fanno sì che un luogo urbano sia abitato e vivo. Ora bisogna mettere insieme la complessità di queste funzioni definendo costi e benefici e considerando che l'area deve aprirsi al tessuto abitativo di San Lanfranco, al Ticinello e a quello della stazione».