Nuovi “corvi” in Vaticano, due arresti
di Maria Rosa Tomasello wROMA Dopo giorni di voci su una nuova fuga di notizie in Vaticano, ad anticipare la svolta, con parole che oggi assumono un significato pieno, era stato papa Francesco, domenica, durante la messa di Ognissanti: «Quelli che seminano zizzania, che imbrogliano e si approfittano degli altri sono felici? No, non possono essere felici». Tre anni dopo l'era dei "corvi" che resero amara l'ultima fase del regno di Benedetto XVI con l'arresto di Paolo Gabriele, l'insospettabile maggiordomo di Joseph Ratzinger, due arresti scuotono il pontificato di Jorge Mario Bergoglio. Monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, spagnolo, 54 anni, già segretario della Prefettura degli Affari economici e della Commissione di studio sulle attività economiche e amministrative (Cosea), e Francesca Immacolata Chaouqui, 33 anni, lobbista e pr calabrese di padre franco-marocchino, che era stata chiamata da Vallejo a far parte della Cosea, vengono presi in custodia dagli uomini della Gendarmeria vaticana per la fuga di documenti riservati che sarebbero al centro di due libri in libreria giovedì 5 novembre. "Avarizia" del giornalista dell'Espresso Emiliano Fittipaldi, e "Via Crucis" di Gianluigi Nuzzi, autore di "Sua Santità", costruito sui documenti del primo "Vatileaks", sono entrambi - secondo l'accusa - «frutto di un grave tradimento della fiducia accordata dal Papa», e sono ora entrambi nel mirino della Santa Sede per «i risvolti giuridici ed eventualmente penali» che potrebbero portare a «ulteriori provvedimenti» attraverso una rogatoria internazionale. Il libro di Nuzzi, secondo le prime indiscrezioni, conterrebbe addirittura frasi e colloqui del Papa registrati a sua insaputa: «Se non sappiamo custodire i soldi, che si vedono, come custodiamo le anime dei fedeli, che non si vedono?» avrebbe chiesto Francesco durante una riunione. «Pubblicazioni di questo genere non concorrono in alcun modo a stabilire chiarezza e verità, ma piuttosto a generare confusione e intepretazioni parziali e tendenziose - si legge in una nota della Santa Sede - Bisogna assolutamente evitare l'equivoco di pensare che sia un modo per aiutare la missione del Papa». Dopo sei mesi di indagini, iniziate a maggio con la pubblicazione sull'Espresso dei primi documenti sulle attività della Cosea - istituita dal Papa nel luglio 2013 e successivamente sciolta al compimento del suo mandato - tra sabato e domenica i due indagati vengono ascoltati dagli inquirenti vaticani e dopo essere stati interrogati, vengono arrestati e l'arresto convalidato. Per entrambi le prove a carico sono ritenute «molto forti e concrete»: la divulgazione di notizie e documenti riservati in Vaticano è punita con pene che vanno da 6 mesi a 2 anni per i casi più lievi, da 4 a 8 anni nel caso di notizie concernenti «gli interessi fondamentali» della Santa Sede. Vallejo Balda viene rinchiuso nella cella che fu occupata per cinque mesi da Gabriele. L'Opus Dei (Vallejo appartiene alla Società sacerdotale della Santa Croce, associazione di presbiteri legata alla potente Prelatura) esprime «sorpresa» e parla, se l'accusa fosse confermata, di dolore «per il danno alla Chiesa». Francesca Chaouqui, invece, viene rilasciata in virtù della sua decisione di fornire informazioni «rilevanti» utili alle indagini: «Ha fornito massima collaborazione e ha depositato documenti a supporto delle dichiarazioni rese» chiarisce l'avvocato Giulia Bongiorno, che ne ha assunto la difesa. «Confido di uscire innocente dalla vicenda» fa sapere Chaouqui, che si era presentata spontaneamente in Vaticano. Il Papa, informato dei provvedimenti della giustizia vaticana, dà la sua approvazione in un clima di nuove tensioni. Nei giorni scorsi, mentre indiscrezioni su un nuovo Vatileak si moltiplicavano, era stato violato il computer del revisore generale Libero Milone, il professionista scelto dal Papa per passare al setaccio tutti i conti della Santa Sede. ©RIPRODUZIONE RISERVATA