Fanghi, il governo cambierà la legge

Lavori alle fognature fuori legge, firmato ieri l'accordo per il via agli interventi di Belgioioso, San Martino e Cassolnovo. «Si tratta di un'opera di oltre un milione di euro – hanno detto il presidente e il direttore dell'ufficio d'Ambito territoriale ottimale, Delio Todeschini e Giampiero Acciaioli e il presidente e il direttore dei lavori di Pavia Acque, Luigi Maggi e Carlo Mascheroni – grazie al quale ci mettiamo in regola con la normativa europea». I cantieri partiranno nei prossimi giorni. Il lavoro più lungo è a Belgioioso dove saranno realizzati interventi per 561.279 euro in via Cavallotti, viale Manzoni e via Strambio con un finanziamento da parte dell'ufficio d'ambito pari a 277.788. I lavori andranno avanti per circa un anno. In questo caso sono previsti lavori sulla rete fognaria nei punti in cui ancora non erano collegati, indirizzando poi il tutto verso i reflui dell'impianto di Belgioioso. Più brevi, invece, ma anche meno difficoltosi, gli interventi a San Martino, dove saranno spesi 217 mila euro e di Cassolnovo (270 mila euro). Nel primo caso è previsto il completamento delle opere di collettamento dall'impianto di depurazione intercomunale della frazione Rotta alla rete fognaria di Pavia. Nel secondo, invece, l'intervento predisposto dagli enti che curano il servizio idrico integrato prevede un adeguamento degli scarichi con la realizzazione di stazioni di sollevamento.(g.s.)di Giovanni Scarpa wGIUSSAGO Sì del governo a rivedere la normativa sui fanghi di depurazione in agricoltura. E' la prima vittoria ottenuta da comitati e movimenti che si oppongono all'uso dei fertilizzanti industriali nella campagne. Un successo ottenuto soprattutto grazie al senatore pavese del gruppo per le autonomie ed ex 5 stelle, Luis Alberto Orellana che da tempo è a fianco dei cittadini e che ha chiesto di inserire nell'ordine del giorno un documento che impegna il governo a valutare «una complessiva revisione della normativa nazionale in materia di fanghi di depurazione in agricoltura volta a garantire controlli più stringenti su trasporto, stoccaggio, spargimenti di questi elementi». «Siamo soddisfatti di questo primo passo, anche se per il momento l'impegno riguarda la normativa nazionale – spiega il coordinatore del comitato di Giussago, Ciro Troccoli –. Per noi il vero problema riguarda la Lombardia. Le normative regionali, infatti, sono molto meno restrittive rispetto ad altre aree. Qui da noi le aziende possono spargere circa trenta tipi di fanghi, contro i 7 dell'Emilia Romagna e i 3 del Veneto. Una disparità a cui speriamo una normativa nazionale rinnovata metta ordine. L'approvazione dell'ordine del giorno di Orellana è il primo passo». Il comitato di Giussago, intanto, ha incontrato nei giorni scorsi Asl ed Arpa. Le quali hanno confermato che «con le regole attuali va tutto bene» conferma Troccoli. «Proprio per questo è tutto da rivedere – ribadisce Orellana –. Ho parlato direttamente con il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti della questione pavese e si è trovato d'accordo sulla necessità di rimettere mano alla legislazione. Tutto è da rivedere, dai controlli all'eventuale inquinamento delle acque superficiali dovute alla concentrazione dei metalli pesanti. Un discorso che vale ancora di più per la nostra provincia. E' la stessa Europa del resto a stabilire i valori limite per la concentrazione di metalli pesanti, a proibire lo spandimento di fanghi di depurazione quando la concentrazione di determinate sostanze nel suolo supera questi valori, e ad acconsentire agli Stati membri di adottare misure più severe di quelle contenute nella direttiva stessa».