Luca Bernini, la forza di non mollare mai
VOGHERA Il sorriso non l'ha mai perso Luca Bernini, 23enne di Casei Gerola. Eppure la vita l'ha messo di fronte a una prova durissima da superare. Nel giugno del 2010 a Luca viene infatti diagnosticato un tumore localizzato sopra il polmone. «Sono stato ricoverato a Pavia per dieci giorni e poi ho cominciato il ciclo di chemioterapia, che ho seguito per quattro mesi». Quello, per Luca, è stato il periodo più duro: «Ho provato una sofferenza indicibile – racconta Luca – solo l'odore dai farmaci che impregnava le pareti mi provocava conati di vomito, poi l'ago nel braccio e la flebo a cui reagivo malissimo». In quei momenti drammatici, Luca ha avuto un supporto psicologico fondamentale: «I miei genitori e mia sorella, insieme ai miei amici, mi hanno dato grande forza. E devo dire che è cambiato anche il mio rapporto con la fede. Quando ci si trova in certe situazioni, si sente l'esigenza di pregare e di chiedere aiuto a qualcosa che possa darci conforto». I primi attimi di sollievo, Luca li ha vissuti il 5 novembre del 2010, giorno in cui ha ultimato le sedute di chemio. «Ho iniziato a sentirmi decisamente meglio e lentamente sono tornato alla normalità. Nel febbraio del 2011 ho provato anche a ricominciare con il calcio, anche se ho affrettato un po' i tempi e mi son subito dovuto fermare per una broncopolmonite». Ora Luca è un ragazzo più maturo, fortificato dalla malattia che ha saputo affrontare e sconfiggere con tenacia e carattere: «Il tumore mi ha cambiato modo di vivere e di pensare. Ora attribuisco più importanza alle piccole cose e cerco di godermi ogni momento in modo positivo. Anche agli amici, cerco di spiegare che quelli che sembrano problemi quotidiani, come i litigi con la ragazza, sono in realtà insignificanti rispetto ad altri drammi ben più seri della vita». Attualmente Luca lavora come cameriere e barista a Pavia e ha ripreso anche a giocare a calcio nel Voghera, società in cui ha svolto la trafila giovanile sino a esordire in serie D nel 2009-2010: «Quando in estate mi hanno riferito della rinascita del Voghera ero troppo felice. Sono legatissimo a questa squadra, che andavo a vedere con mio papà sin da bambino e ho fatto tutto il settore giovanile nell'allore Voghe. Ora sono fermo per una distorsione al ginocchio e un edema osseo alla tibia e ne avrò per un paio di mesi, ma solo il fatto di aver indossato di nuovo la maglia della Voghe, davanti ai nostri splendidi tifosi, mi ha emozionato». La malattia ha lasciato qualche strascico, ma per Luca si tratta di piccoli contrattempi a cui non dare troppo peso: «La radioterapia a cui mi sono sottoposto durante la malattia è come se mi avesse "bruciato" un polmone e, a volte, faccio fatica a respirare. Mi viene l'asma e ho qualche problema alla gola, ma non è nulla di serio. Con i cambi di stagione, può capitare che mi sento un po' in affanno, ma è questione di poco tempo, poi vado come un treno. Faccio periodicamente degli esami di controllo e quando c'è un valore leggermente anomalo, mi spavento tantissimo. Il fatto che ai tempi della malattia, non avessi la minima conoscenza di quello che stavo vivendo, mi ha aiutato parecchio. Un consiglio a chi si trova a combattere contro questi mali? Non si deve mollare di un centimetro. La forza di combattere deve nascere dalla testa, poi il corpo gli va dietro, anche se so benissimo, purtroppo, che c'è sempre una componente di fatalità e a volte anche la voglia di lottare non è sufficiente». Alessandro Quaglini