Pirati dell’amianto lastre abbandonate nel parco protetto

Il parco delle Folaghe da anni viene utilizzato per scaricare in modo illecito prodotti che dovrebbero essere smaltiti. In passato è stato abbandonato anche unn camion rubato, pieno di rifiuti. L'amianto: l'anno scorso per smaltire l'ultimo deposito illecito, il Comune di Casei ha dovuto investire circa tremila euro. Ci sono quattro accessi al parco delle Folaghe, ma molte strade portano alle zone verdi. Nei giorni scorsi anche i residenti attorno allo stabilimento di Casei Gerola in disuso hanno denunciato una discarica a cielo aperto con manufatti di qualsiasi tipo. L'area, che ha una superficie di alcune decine di metri quadrati, è accessibile tramite una stradina lunga circa 50 metri, che passa a fianco dello stabilimento. L'oggetto più ingombrante è la carcassa di un'automobile station wagon.CASEI GEROLA Quaranta lastre d'amianto abbandonate in due punti diversi del parco delle Folaghe. Scaricate su un ciglio della strada sterrata che permette di fare il giro di tre chilometri circa dell'oasi naturalistica. Le Folaghe è stato riconosciuto dal 1999 Plis (parco locale di interesse sovracomunale) e comprende alcune cave, alimentate da acqua di falda, frutto dell'attività estrattiva dell'argilla che hanno progressivamente assunto caratteristiche di naturalità. E' frequentato da pescatori, da chi pratica il birdwatching, da chi vuole farsi una passeggiata, ma anche da chi approfitta dell'oscurità per scaricare rifiuti o materiale che dovrebbe essere smaltito. Il polmone verde è aperto, ci sono quattro accessi. «L'unica soluzione sarebbe mettere delle stanghe agli accessi», commenta Valentino Cerri custode e anima del parco mentre guida la sua fiat Panda lungo le strade sterrate. Arrivati in un primo punto ci sono una decina di lastre di amianto accatastate. A circa un centinaio di metri dalla cava che contiene carpe, storioni, amur, lucci sulla sponda sinistra della stradina si trova un mucchio di amianto abbandonato nei giorni scorsi. Ma la zona peggiore la si trova proseguendo il giro e addentrandosi nel parco: si arriva ad un punto delimitato da un campo arato di fresco. Spostando la boscaglia si trovano nascosti almeno una trentina di lastre di amianto. Negli anni ci sono stati diversi casi di inciviltà e di abbandono illegale di amianto. L'accesso al parco in questo momento è libero, c'è un cartello che intima che dalle 22 alle 7 di mattina non è possibile entrare, ma è soprattutto di sera che i malintenzionati si muovono. Qualche giorno fa hanno lasciato amianto, in precedenza anche elettrodomestici. «Io faccio il giro al mattino e poi al pomeriggio, appena vedo che c'è qualcosa di sospetto chiamo i carabinieri», spiega il custode. L'unica soluzione sarebbero le sbarre: da tempo si parla di questa soluzione, ma ci sono troppe proprietà private confinanti da mettere d'accordo. «Non si può chiudere perché ci sono strade vicinali di proprietà di chi ha i campi: gli aventi diritto sono una moltitudine. Chiuderlo è impossibile, abbiamo a che fare con incivili. Il Comune ora dovrà smaltire: è un problema irrisolvibile perché gli accessi sono quattro, ma ci si può arrivare da molte stradine», commenta il sindaco Ezio Stella. Il parco è utilizzato anche da numerose scolaresche e l'associazione "Amici del Parco le Folaghe" dal 2003 si occupa, con il riconoscimento da parte del Comune di Casei delle visite guidate. «Il Comune è già intervenuto diverse volte per togliere l'amianto – aggiunge Eugenio Tiso, presidente della consulta ecologica del Comune – chiudere il parco non è semplice perché non tutti sono d'accordo». La particolare posizione geografica, che pone il Parco in prossimità delle rotte migratorie di molti uccelli, gli conferisce un interesse particolare, considerata anche la varietà di ambienti naturali. Sfregiati dall'amianto. Marco Quaglini