Emicrania, dolore e filosofia secondo Vanzago e Venuti
PAVIA Un laboratorio sul dolore. È questo il corso che sta tenendo il professore di filosofia Luca Vanzago all'università di Pavia. In realtà, è già da anni che Vanzago nei suoi studi approfondisce l'argomento del dolore e della sofferenza, discutendone non solo con colleghi del mestiere, ma anche con medici, psicologi e biologi; è solo da quest'anno, però, che ha deciso di condividere le sue scoperte con i suoi studenti. Il professor Vanzago spiega: «Il dolore è uno stato esistenziale che è comune a tutti gli uomini, vecchi o giovani, perché non c'è nessuno che non abbia mai sofferto. Per questo motivo mi è sembrato interessante parlarne con i ragazzi, che con mio stupore hanno accolto il corso entusiasticamente». Oggi alle ore 16 presso l'aula A del Dipartimento di Studi Umanistici in piazza Botta, avrà luogo una lezione sull'argomento e ci sarà persino un'ospite che spiegherà ai ragazzi la natura dell'emicrania: «L'incontro s'intitolerà "Il sapere del corpo, emicrania variazioni sul tema" e sarà tenuto dalla docente-attrice Giusi Venuti dell'università di Torino. Lei non farà una semplice lezione, perché si cimenterà in una sorta di piccolo monologo teatrale». La professoressa si ispirerà, rielaborandolo, al pensiero del neurologo Oliver Sacks, per cui l'emicrania non è solo un fattore fisiologico, ma anche psicologico. L'idea della performance sarebbe quella di far vedere il dolore e non solo raccontarlo, tutto attraverso un approccio interdisciplinare. Ma che cos'è davvero il dolore? «Non c'è domanda più difficile - risponde Vanzago - esso è un fenomeno enigmatico a cui gli stessi medici non sanno dare una spiegazione. Facendo un esempio semplice: ancora oggi nessuno sa spiegare il caso dell'"arto fantasma" per cui si sente ancora dolore nelle parti del corpo amputate». Il dolore, quindi, non è riconducibile soltanto ad un problema di organi. La vera questione, però, è capire quale problema sia meramente fisico e quale mentale o psichico. «Penso si abbia a che fare con qualcosa che riguarda sia l'uno che l'altro; in ogni caso il dolore cambia sempre l'esistenza e porta l'uomo a dargli un senso per poterlo sopportare». Di conseguenza, sembra naturale arrivare a nominare la morte e la questione delle religioni umane, che nel corso universitario del professor Vanzago vengono obbligatoriamente citate: «Come filosofo io insegno che cosa voglia dire dare un senso religioso alla sofferenza e alla mortalità, ma senza fare discussioni teologiche; so che questi non sono temi allegri, ma di sicuro ognuno di noi prima o poi se li troverà davanti nella vita e chissà, forse quando toccherà ai miei studenti, loro in quel momento si ricorderanno di questo corso e del loro professore». (g. cur.)