Hamas: attacchi kamikaze contro Israele
TEL AVIV Benyamin Netanyahu frena sulle barriere di cemento a Gerusalemme e congela le altre previste in città dalla polizia. Lo stop del premier è arrivato ieri mattina poco prima che Hamas da Gaza, secondo fonti israeliane riprese dai media, ordinasse alle sue cellule in Cisgiordania la ripresa degli attacchi suicidi proclamando che «l'Intifada continuerà fino alla liberazione di Gerusalemme, della Cisgiordania e della intera Palestina». «Sosterremo l'intifada di Gerusalemme - ha promesso Hamas - col nostro lavoro e col nostro sangue». In una delle rare giornate senza attentati si è scaldato il fronte diplomatico. Un Netanyahu furioso, secondo fonti di governo, ha fatto convocare al ministero degli Esteri - di cui porta l'interim - l'ambasciatore francese Patrick Maissonave al quale in un «colloquio aspro» è stata ribadita tutta la contrarietà israeliana alla proposta di Parigi di osservatori internazionali sulla Spianata delle Moschee. Una posizione condivisa dal segretario di Stato Usa John Kerry che da Madrid ha detto chiaro e tondo che una presenza internazionale sulla Spianata «non è necessaria». Kerry - che nei prossimi giorni incontrerà sia Netanyahu sia il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen - ha invocato anche la fine di una violenza «senza senso» che sta insanguinando la regione da settimane. Ad alcuni la mossa di Netanyahu di bloccare la costruzione di barriere di cemento è apparsa legata al prossimo incontro con Kerry ma, secondo i media, l'opposizione è arrivata da molti parlamentari che hanno visto la misura come una divisione de facto della città. Un tasto delicato per Gerusalemme che Israele considera, dopo la guerra del '67, «capitale unica, eterna e indivisibile» del Paese. A peggiorare una situazione già pesantemente tesa è poi arrivata la minaccia di Hamas. Le fonti israeliane non precisate che hanno fatto trapelare la notizia hanno avvertito con Radio Gerusalemme che resta ancora da vedere se le cellule principali di Hamas in Cisgiordania, a Nablus e a Hebron, abbiano mantenuto la capacità logistica di condurre attacchi suicidi. Fatto sta che Fathi Hammad, un dirigente dell'organizzazione che ha chiamato all'Intifada fino alla liberazione di Gerusalemme, ha aggiunto che «Allah è grande e il coltello vincerà». Intanto è choc in Israele per il linciaggio di un eritreo scambiato per terrorista dopo l'attacco dell'altro giorno nella stazione centrale degli autobus di Beer Sheva (Neghev). Scambiato erroneamente per un complice dell'attentatore araboè stato prima colpitop dagli agenti e poi percosso da persone persuase che fosse un terrorista palestinese.