Depaoli in consiglio col dossier su Asm
di Fabrizio Merli w PAVIA Questa sera, per la prima volta da quando è scoppiato lo scandalo, si parlerà di Asm Spa in Consiglio comunale. Il sindaco, Massimo Depaoli, illustrerà ai consiglieri di maggioranza e opposizione i contenuti di un "dossier" che riassume tutti i passaggi della vicenda. Un'iniziativa che se da un lato costituisce la comunicazione ufficiale alla città di quanto stia accadendo, dall'altro incontrerà inevitabilmente i limiti imposti dal segreto delle indagini preliminari. La magistratura, infatti, sta facendo accertamenti sulla somma di 1,8 milioni letteralmente rubati dal patrimonio dell'ex municipalizzata. Quattrini che, stando a un rapporto interno all'azienda, sarebbero stati pagati da Asm su ordine verbale dell'ex responsabile amministrativo e finanziario, Pietro Antoniazzi, per finire sul conto di una banca di Castelsangiovanni che nulla avrebbe a che vedere nè con Asm nè con il Comune. La relazione del sindaco, secondo indiscrezioni, dovrebbe riguardare anche le circostanze in cui il nuovo assessore con delega alle partecipate, Giuliano Ruffinazzi, raccolse il testimone dal suo predecessore di centrodestra. Fu in quel passaggio che i nuovi amministratori del Mezzabarba scoprirono la pressochè totale assenza di documentazione relativa alla gestione dell'azienda di via Donegani. All'assessore Ruffinazzi e ai suoi collaboratori occorsero alcuni giorni, ad esempio, per raccogliere i verbali delle sedute dei Consigli di amministrazione. Documenti che non erano mai stati trasmessi al Mezzabarba. Ma le "singolarità" nella gestione di Asm Spa non si fermano a questo. L'ex direttore amministrativo e finanziario Pietro Antoniazzi, allontanato dal nuovo Cda guidato da Duccio Bianchi, non era dipendente, ma consulente esterno. Pare che le modalità di pagamento delle fatture siano cambiate dopo la condanna che Antoniazzi riportò a Piacenza per bancarotta fraudolenta (sei anni e sei mesi, poi ridotti a due anni e 11 mesi in appello). Prima della sentenza, pronunciata nell'ottobre 2013, le fatture erano intestate a Pietro Antoniazzi; dopo la condanna iniziarono a essere intestate a Consula, società che fa capo allo stesso professionista piacentino. E il 2 agosto 2014, dopo la scoperta di una perdita di 480mila euro nella gestione di Asm lavori, proprio Antoniazzi venne incaricato di sostituire il presidente dimissionario, Maurizio Lazzari, per iniziare il risanamento dell'azienda. Insomma, una serie di coincidenze sulle quali stanno riflettendo i magistrati. Questa sera, dalle 20.30, se ne discuterà anche in Consiglio comunale.