Volta nella Pavia del Settecento

PAVIA Oggi alle 16 presso il Museo per la storia dell'Università il presidente del sistema museale Paolo Mazzarello e il fisico Lucio Fregonese racconteranno "Pavia e Alessandro Volta": un percorso che partirà dal gabinetto scientifico ricostruito al museo, per passare alla rievocazione dei salotti letterari, del teatro Fraschini (dove nacque la passione di Alessandro Volta per una cantante, cui Paolo Mazzarello ha dedicato il libro "Il professore e la cantante"), dei rapporti accademici del Settecento. Una conclusione che riporta Pavia al centro della cultura e della scienza. Non mancheranno curiosi esperimenti, come il bacio elettrico e la rana a led, moderna discendente della scoperta di Alessandro Volta. Volta inventò la pila due secoli fa. All'epoca aveva 54 anni ed era uno dei fisici più famosi d'Europa. Dal 1778 aveva la cattedra di fisica sperimentale all'Università di Pavia e dirigeva il gabinetto di fisica. Da lui prende nome il "volt", l'unità di misura della differenza di potenziale che Volta definiva come "tensione". Ancora l'Università conserva 128 strumenti da lui inventati o utilizzati, di cui sono state realizzate numerose animazioni in 3D. Si conclude così il ciclo di incontri "le parole di Expo", ideato e organizzato dalla Fondazione universitaria Alma Mater Ticinensis insieme all'Università, al Comune di Pavia e all'associazione "Pavia città internazionale dei saperi". In collaborazione con la Società Dante Alighieri-Comitato di Pavia, il Touring club italiano e l'associazione Il Demetrio.