La jihadista 16enne ha abitato a Broni
di Paolo Fizzarotti e Adriano Agatti wBRONI E' nata a Castel San Giovanni ed ha abitato a Broni fino a quando aveva quattro anni: poi con la famiglia si è trasferita in Francia, dove, secondo gli investigatori internazionali, durante la prima adolescenza è entrata in contatto con gli ambienti degli integralisti islamici. S.H. ha 16 anni ed è la ragazza con doppio passaporto, italiano e francese, fermata dieci giorni fa alla frontiera tra Turchia e Siria: da allora è rinchiusa in un centro che di solito accoglie i «foreign fighters» i combattenti stranieri che scelgono di unirsi ai fanatici musulmani. S.H. compirà 17 anni il prossimo 25 dicembre. E' figlia di B.A.M.H., un tunisino di 55 anni, e di G.C., una italiana di origine calabrese. E' nata a Castel San Giovanni solo per la vicinanza tra Broni e il Comune del Piacentino. S.H. ha una sorella, maggiore di pochi mesi, nata anche lei a Castel San Giovanni, e un fratello di 15 anni, nato invece a Broni. La famiglia di S.H. a Broni abitava in piazza Italia. «Non ci ricordiamo di questa famiglia - spiega un esercente della zona - In questo quartiere infatti c'è un via-vai continuo di stranieri, soprattutto nordafricani: impossibile focalizzare chi viene e chi va». Il nucleo familiare ha lasciato l'Oltrepo e l'Italia l'11 febbraio 2003. La prima tappa è stata Nizza, in Francia. Poi il nucleo familiare si è trasferito a Bobigny, nella zona di Parigi, dove i genitori vivono ancora adesso. La minorenne italiana è stata fermata nei giorni scorsi dalla polizia turca ad Adana, nel sud del paese a poca distanza dalla Siria, e si trova ora in stato di fermo in Turchia. A confermarlo è la Farnesina, precisando che il consolato italiano a Smirne sta seguendo la vicenda ed è in stretto contatto con la ragazza, la sua famiglia e le autorità locali. S.H. è partita da sola per la Turchia. Al momento del fermo la ragazza non era in compagnia dei genitori, che non si trovavano neppure in Turchia. Secondo l'agenzia statale turca Anadolu, domenica scorsa la polizia antiterrorismo ha arrestato ad Adana un uomo accusato di essere un fiancheggiatore dell'Isis. Il sospetto avrebbe fornito supporto logistico a presunte aspiranti reclute straniere del Califfato destinate in Siria, aiutandole ad affittare appartamenti nella città turca e mantenendo contatti diretti con i jihadisti oltreconfine. Secondo la polizia, si tratta di potenziali «foreign figthers» che intendevano unirsi all'Isis per combattere nella «cosiddetta zona della jihad» in Siria. Tra loro ci sono quattro francesi e cittadini di nazionalità tedesca, tunisina, egiziana, indonesiana e saudita. L'unica italiana è S.H. Tutti si trovano in un centro di detenzione dell'ufficio locale dell'Immigrazione, in attesa di chiarire le rispettive posizioni. Secondo la prassi, se non verranno riscontrati altri reati compiuti in Turchia, al termine degli accertamenti dovrebbero ricevere un provvedimento di espulsione verso il paese di origine: e cioè la Francia per S.H. La provincia di Adana, a circa 200 km dal confine turco-sirano, è uno dei punti di passaggio strategici per gli aspiranti foreign fighters. Quando S.H. è stata fermata al confine con la Siria, a inizio ottobre, la polizia ha scoperto che era già stata fermata e identificata alla fine di agosto nel quartiere Fatih di Istanbul. Era sola, senza soldi, e stava cercando un posto per dormire. Aveva detto di essere lì con i genitori, di essere una turista. Ma la polizia aveva in breve scoperto che non era vero: la famiglia era a Parigi, ed era anche disperata per la fuga della figlia. Infatti erano andati dalla polizia francese a denunciare la scomparsa della ragazzina. Dopo essere stata reimpatriata ad agosto, S.H. era scappata di nuovo a metà settembre: e se ne erano perse le tracce. Quando l'hanno fermata, S.H. ha detto alle autorità turche che non vuole più tornare a casa: «Voglio compiere 18 anni qui». (ha collab. Franco Scabrosetti)