Tentato omicidio, ex guardia a processo

Una volontaria, che prestava servizio all'interno di una comunità per minori, è accusata di violenza sessuale su due ragazzini ospiti della struttura Una vicenda controversa quella che ha portato sul banco degli imputati M.G, 42 anni, difesa dall'avvocato Vittoria Chelli. I due ragazzi, all'epoca minorenni, si sono costituiti parte civile con l'avvocato Elisa Marabelli. Il processo, che ieri è entrato nel vivo, è stato rinviato al 25 novembre. L'indagine della Procura di Pavia, scaturisce dai racconti di due ospiti della comunità, un centro della Bassa pavese che accoglie minori in difficoltà, tolti alle famiglie originarie dal Tribunale dei Minori e affidati a strutture convenzionate. Due ragazzini, all'epoca dei fatti contestati, minori di 14 anni avrebbero raccontato di aver subìto dall'operatrice volontaria pesanti avances a sfondo sessuale. Molestie ripetute, che sarebbero cominciate addirittura quattro o cinque anni prima delle denunce. E in un caso, in particolare, secondo l'accusa uno dei due identificati come parti offese, sarebbe stato indotto a consumare un rapporto sessuale completo. I minori, infatti, vivevano stabilmente nella comunità residenziale e la volontaria prestava servizio di sorveglianza anche nelle ore notturne. In quelle notti, sempre secondo il racconto dei ragazzi che dovrà trovare conferme durante il dibattimento, sarebbe avvenuti gli incontri e le molestie. (m.g.p.)di Maria Grazia Piccaluga wCHIGNOLO Deve difendersi da un'accusa pesante: il tentato omicidio di due giovani e il danneggiamento della loro auto, raggiunta da un colpo di pistola calibro 9 in una strada periferica di Chignolo. Ma Emmanuele Carnazza, 28 anni, ex guardia giurata, oggi capo magazziniere e presidente della Pro loco del paese, sostiene la tesi dello scambio di persona. L'ha ribadito anche ieri nell'aula del Tribunale di Pavia dove i giudici del collegio (presidente Luigi Riganti, giudici a latere Rosaria D'Addea e Pasquale Villani) hanno ascoltato con attenzione la sua deposizione. La sera del 25 aprile 2011 due spari, poco prima di mezzanotte, squarciano il silenzio allarmando Alessandro M. e Lorenzo L. che, dopo una serata trascorsa in un bar con un gruppo di amici, stavano raggiungendo la loro auto, una Citron C1, per tornare a casa. Hanno parcheggiato in una strada periferica, poco illuminata nei pressi di un cantiere, perché il centro del paese non è accessibile, è in corso una sagra. Sentono due spari secchi, si spaventano e saltano in auto per fuggire. Ancora non sanno che uno dei proiettili ha trapassato la carrozzeria. Lo troverà la scientifica quasi due anni dopo. Non tornano a casa. Si dirigono verso il bar in cui avevano trascorso parte del pomeriggio e la serata, l'Orange People di via Garibaldi. E quando scendono dall'auto, ancora spaventati, incrociano Emmanuele Carnazza. Riconoscono in quel giovanotto corpulento il cameriere che li aveva serviti poco prim al bar. «Io li ho trovati per strada molto agitati – ha raccontato l'imputato, assistitito dagli avvocati Gianpaolo Beccali e Roberto Rota – e siccome all'epoca ero una guardia giurata ho cercato di calmare gli animi. Invece mi sono trovato nei guai». Prima di quella sera imputato e vittime non si erano mai incontrati, su questo tutte le versioni concordano. «Non sono cameriere di professione, il 25 aprile ho dato una mano ai gestori del bar che sono miei amici – ha raccontato Carnazza – Alle 21 ho finito il servizio e sono andato da una vicina di casa per poi tornare alle 23.30 a riscuotere la paga. E lì ho incontrato i due uomini». Ieri in aula ha deposto anche Paolo Chierico, responsabile provinciale della polizia scientifica, che ha analizzato l'ogiva del proiettile calibro 9, molto deformata dall'impatto. Secondo il perito potrebbe essere compatibile con una pistola di proprietà del Carnazza. In udienza non è stato chiarito il possibile movente: i testimoni della parte civile, amici delle due vittime, non ricordano di liti o diverbi avvenuti quella sera in cui avevano bevuto qualche birra in compagnia. E neppure l'imputato ha riferito di screzi avvenuti all'interno del locale. Il processo proseguirà il 17 aprile per la discussione, le richieste del pm, della parte civile e le arringhe dei difensori.