«Il successo del calcio albanese? Grazie alla programmazione»

VIGEVANO L'Albania e gli albanesi, anche i tanti che vivono in Italia ed in provincia di Pavia, sono in festa per la storica qualificazione della loro nazionale ai campionati europei del 2016 in Francia. Un debutto per le aquile albanesi nella fase finale di una competizione calcistica internazionale. Ed in panchina c'è un italiano, che mai ha del tutto sfondato in patria: Gianni De Biasi. Il tecnico trevigiano ora è un eroe in Albania. Se De Biasi è stato il primo italiano ad allenare (con risultati storici) la nazionale albanese, il primo tecnico italiano a guidare un club è una vecchia conoscenza del calcio lomellino e tortonese: Roberto Sorrentino, 60 anni, a più riprese tecnico del Vigevano tra D ed Eccellenza e con un'esperienza anche al Derthona in D. Sorrentino, ex portiere di A e nello staff della prima Juventus di Lippi negli anni '90, ha allenato nel 2014 il Teuta Durazzo nella serie A albanese. «La federazione albanese è di ampie vedute ed ha permesso a De Biasi, che giustamente passerà alla storia, di lavorare con calma in questi quattro anni durante i quali ha guidato la nazionale ed i risultati si sono visti». Che ricordi ha Sorrentino dell'Albania calcistica? «Nei club purtroppo non c'è ancora la stessa lungimiranza della nazionale, anche lì i presidenti vogliono subito i risultati: un difetto importato dall'Italia – spiega Sorrentino, che in settimana è subentrato sulla panchina del Gassino in Eccellenza piemontese dopo essere stato vicino a quella della Juve Stabia in Lega Pro – Il calcio è programmazione, Boniperti con cui ho un ottimo rapporto mi diceva sempre quando lavoravo alla Juventus che per vedere la maturazione di un giocatore ci vogliono nove mesi, come una gravidanza». E i giocatori albanesi come sono? «Fisicamente e tecnicamente dotati, ho lanciato tre juniores al Teuta ed ora sono nella nazionale under 21 – ricorda Sorrentino – Sono un po' come noi del sud Italia, caldi e poco avvezzi a seguire le regole. Se migliorano su questo aspetto e se ci sarà più pazienza da parte delle società anche i club potranno fare bene. Anche perchè le strutture sono ottime e sempre in miglioramento visto che l'Albania è un paese in crescita». Sandro Barberis