GUERRA ALLA CORRUZIONE

PAVIA Dal Giubileo alla sanità, da mafia capitale alle coop criminali. È intervenuto a tutto campo Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, l'altra sera a Pavia per l'apertura del ciclo di incontri "Storia delle mafie italiane" curato da Enzo Ciconte. «Dovunque arrivano i soldi e si abbassano i controlli, mafia e corruzione si infiltrano con grande facilità», ha detto il magistrato napoletano parlando al collegio S. Caterina davanti a oltre 200 persone. «Per qualche tempo chi ha condotto le inchieste ha creduto, sbagliandosi, che le organizzazioni criminali continuassero a fare affari nel settore immobiliare», ha spiegato Cantone, il cui discorso al collegio universitario pavese è stato ascoltato anche da molti giovani. «Non è più così: le mafie oggi investono in quei settori, come i servizi di accoglienza degli immigrati e la sanità, dove c'è sempre bisogno di soldi. In Calabria sono state sciolte delle Asl per infiltrazione mafiosa». Poche ore dopo essere intervenuto al Santa Caterina, Cantone è stato chiamato dalle notizie di cronaca che arrivavano da Milano a parlare ancora del tema della corruzione, «che finora non ha consentito al Paese di migliorare» ma di cui «finalmente l'Italia prova a liberarsi». «Oggi (ieri, ndr) c'è stato un altro arresto importante che riguarda un settore delicato come la sanità», ha detto il magistrato accennando brevemente all'arresto del vicepresidente della Regione Lombardia Mario Mantovani a margine del convegno Anticorruzione e agromafie organizzato dalla Coldiretti a Roma. A Pavia, invece, l'ex pm 51enne ha parlato anche dell'inchiesta su mafia capitale. «Quanto è stato scoperto a Roma rappresenta solo la punta di un iceberg – ha detto Cantone. – Dietro l'attività di certe cooperative che si presentano per l'accoglienza e l'inserimento nel lavoro degli immigrati, si nascondono gli interessi della criminalità organizzata». L'immigrazione, insomma, come nuovo business per mafia, camorra e 'ndrangheta. Che a volte si nascondono dietro il volto "pulito" di alcune realtà legate al mondo della cooperazione. «Va fatta chiarezza per eliminare malaffare e corruzione, nell'interesse prima di tutto delle cooperative che operano in maniera limpida – ha detto Cantone martedì sera – La maggior parte del Terzo settore rappresenta un vanto per l'Italia: è per questo che va tutelato dalle mele marce che rischierebbero di inquinarlo». Ma nell'aula magna del collegio universitario il magistrato napoletano ha parlato anche di come si può battere la corruzione. «Quando ho cominciato ad occuparmi di Expo, come presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, sentivo dire che era tutto marcio e che l'Esposizione universale non si sarebbe mai fatta a Milano – ha raccontato Cantone –. Invece i lavori sono stati conclusi in tempo, ed Expo si sta svolgendo con i risultati sotto gli occhi di tutti». Ad ascoltare le parole dell'ex pm c'era anche l'ex ministro Virginio Rognoni, seduto in un'aula magna gremita. «Il successo di Expo – ha aggiunto ancora il presidente dell'Anac – dimostra che se si mettono in atto strumenti adeguati, con adeguate condizioni di trasparenza, si scongiurano le infiltrazioni delle organizzazioni criminali. Bisogna riconoscere che questo risultato è stato possibile grazie ad enormi passi avanti fatti anche in campo culturale. La corruzione, se si vuole, si può battere». Oltre all'ex pm alla serata inaugurale del ciclo di incontri "Storia delle mafie italiane" curato da Enzo Ciconte ha partecipato anche monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale finito nel mirino delle cosche per essersi rifiutato di celebrare il funerale di un boss mafioso ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia. «È stata una serata molto intensa e davvero riuscita – dice Giovanna Torre, rettrice del collegio S. Caterina – il cui intento era anche far dialogare tra loro le istituzioni dello Stato e la quelle della Chiesa testimone del Vangelo». Gabriele Conta