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di Maria Berlinguer wROMA Dallo ius sanguinis allo ius soli ma «temperato», allo ius culturae. Primo sì della Camera alla legge che cambia le regole per acquisire la cittadinanza italiana ma la nuova normativa è prevalentemente rivolta ai minori e ai giovani e taglia fuori gli adulti. Il ddl è stato votato dalla maggioranza, da Sel, Area popolare e verdiniani di Ala tra le proteste dei deputati della Lega che hanno scandito «Vergogna» e ed esposto cartelli con la scritta: «La cittadinanza non si regala». Forza Italia con qualche eccezione (Polverini) ha votato contro accusando (Gelmini) il Pd di aver voluto la legge per motivi elettorali mentre il Movimento 5 Stelle si è astenuto, liquidando il ddl come «una legge vuota». Il premier esulta su Facebbook. «Oggi approvata la legge sulla cittadinanza, si può essere o meno d'accordo con ciò che siamo facendo ma lo stiamo facendo, la lunga stagione della politica inconcludente è terminata: le riforme si fanno l'Italia cambia», scrive. E di «un muro abbattuto» parla anche la presidente della Camera. Laura Boldrini, che ha ricordato come la legge abbia unificato le 22 proposte di legge sulla cittadinanza, facendo cadere «la barriera che per troppo tempo ha tenuto separati tanti giovani e giovanissimi nuovi italiani dai loro compagni di scuola e di gioco». Del tutto opposta la reazione di Matteo Salvini. «La legge è una schifezza», tuona il leader del Carrocci, accusando il governo di aver concesso «la cittadinanza in omaggio come un biglietto del luna park». Ora il disegno di legge passerà al Senato per l'approvazione definitiva. Ma sul suo capo pende già un referendum: Fratelli d'Italia ha annunciato che raccoglierà le firme per farla abrogare, sempre se il Senato darà l'ok definitivo. Saranno cittadini italiani per nascita i figli, nati nel territorio della Repubblica, di genitori stranieri di cui almeno uno abbia un permesso di soggiorno di «lungo periodo». Uno straniero nato o entrato in Italia entro il decimo anno di età che vi abbia legalmente soggiornato fino al raggiungimento dei 18 anni diviene cittadino italiano se dichiara entro due anni dal compimento della maggiore età di volere la cittadinanza. Per i ragazzi però sarà possibile ottenere la cittadinanza anche con lo studio. Uno straniero minorenne figlio di genitori stranieri ottiene la cittadinanza su richiesta dei genitori se ha frequentato un corso di istruzione primaria o secondaria di secondo grado. In base alle nuove norme si potrà ottenere il passaporto italiano anche sposandosi. Avrà la cittadinanza sia il coniuge straniero di cittadino italiano che risiede da almeno sei mesi in Italia, sia il coniuge che risiede all'estero, ma in questo caso dovrà aspettare tre anni. Moltissime le reazioni. La legge «è un passo avanti» dal garante per l'infanzia e l'adolescenza, Vincenzo Spadafora. «L'approvazione del testo della Camera è un passo decisamente significativo per centinaia di bambini e adolescenti che da anni attendono una riforma che vada di pari passo con il sentirsi italiani di fatto ma non di diritto», dicono le organizzazioni a tutela dell'infanzia, dall'Unicef e Save the Children, auspicando che ora il Senato approvi in fretta in via definita la legge. Del tutto opposto è il parere del M5S. «È una legge inutile che non semplifica la materia ma la complica ulteriormente, frazionando i diritti e mettendo nero su bianco che non tutti sono uguali davanti alla legge», dicono i grillini della commissione Affari costituzionali della Camera. «È una truffa semantica del governo e del Pd basti pensare che la legge sarà applicabile a 127mila persone su una base di 5 milioni di migranti che vivono in Italia», spiegano i Cinquestelle ricordando che il ddl è applicabile solo per chi ha meno di 20 anni. ©RIPRODUZIONE RISERVATA