Confindustria invita a fare squadra per lo sviluppo
Sono attese oggi le parole di Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, che ha appena dato la sveglia al Governo per consolidare la ripresa. Dopo di lui sono previsti i commenti dell'a ssessore regionale alle Attività produttive Mario Melazzini, del rettore Fabio Rugge, del presidente della Camera di commercio Franco Bosi e del Managing Partner the European House - Ambrosetti. Porterà i saluti all'assemblea di Confindustria anche il sindaco Massimo Depaoli mentre chiuderà i lavori l'i9ntervento del presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni. Inoltre saranno i professori dell'università Antonella Zucchella e Stefano Denicolai ad intervenire per spiegare i risultati della ricerca «Pavia 2020: una politica industriale dal basso».di Linda Lucini wPAVIA Sarà un'assemblea per la prima volta con il segno più nella produzione industriale quella che Confindustria Pavia apre oggi pomeriggio al collegio Borromeo (ore 15.30). Ci sarà il presidente nazionale di Confindustria Giorgio Squinzi, ci sarà il governatore lombardo Roberto Maroni, così come le autorità provinciali che il presidente di Confindustria Pavia Alberto Cazzani ha invitato non per consuetudine ma per proporre loro un lavoro di squadra per lo sviluppo e per l'attrattività del territorio perchè, secondo lui, o si crea qualcosa di nuovo o ci si inabissa. Ne è convinto perchè senza industria non si va da nessuna parte. A loro intende proporre un progetto costruito dalle imprese con l'ateneo per puntare sulle eccellenze e sulle potenzialità del territorio. Cazzani, dopo otto trimestri di produzione calante, si presenta all'assemblea finalmente con un +1,4% raggiunto nel 2014 e con un ancor più confortante +2,4% nel primo trimestre 2015 confermato da un +2.3% del secondo trimestre. Certo, la timida ripresa della produzione non basta a una provincia che continua a lasciare sul terreno una schiera di disoccupati (+10% nel 2014). Di fronte a tutto ciò Confindustria è convinta che Pavia abbia bisogno di un progetto di crescita. Una crescita che deve però essere intelligente, sostenibile, ad alto tasso di occupazione. Ma ci si deve arrivare con un progetto condiviso da tutti i soggetti del territorio. E le basi sono già state tracciate con lo studio «Pavia 2020» affidato da Confindustria all'ateneo che, attraverso 16 focus group con la partecipazione di 100 imprenditori, ha studiato ed analizzato 9 filiere produttive. Per ciascuna filiera sono state censite le imprese, individuati gli scenari, fatti i confronti e definiti gli obiettivi possibili con il risultato di 80 idee progettuali concrete. Ma da «Pavia 2020» sono emerse soprattutto le traiettorie di sviluppo del territorio che Confindustria vede nelle innovazioni legate alla domanda di salute e di benessere viste in una sfera ampia che va dall'agroalimentare al farmaceutico, dal calzaturiero all cosmetica, dal termale al turismo, dall'industria culturale al biotech. Tutti settori, a detta di «Pavia 2020», sui quali la provincia può ambire anche a un rilievo internazionale. Per arrivarci, per Confindustria, servono imprese leader che nel territorio sono scarse e soprattutto servono reti di imprese che vanno favorite soprattutto all'interno delle filiere. Per Confindustria restano però anche nodi da risolvere: quello delle infrastrutture innanzitutto, a cominciare dal ponte della Becca.