Ultrà Voghe muore a 34 anni

di Roberto Lodigiani wVOGHERA «Salvo non mollare», recitava lo striscione esposto anni fa dagli ultras della Voghe, ai primi sintomi del male che lo aveva aggredito ai polmoni. Lui ha lottato, tenacemente, senza mai perdere la speranza nella guarigione. Ma alla fine ha dovuto arrendersi. Salvo Laganà se ne è andato a 34 anni. Faceva il magazziniere per la cooperativa San Guglielmo all'interporto di Rivalta Scrivia e abitava a Grava, la frazione di Alluvioni Cambiò, nell'alessandrino, dove si era trasferito con la famiglia da Voghera, la città in cui era cresciuto da genitori originari di Taurianova (Reggio Calabria). Lascia la moglie Palmina Crocco e la piccola Arianna, 4 anni. I funerali si terranno domani mattina alle 10,30 nella chiesa parrocchiale di Grava; stasera alle 20,30 la recita del rosario. «Ciao amico mio – lo ricorda su facebook Federico Taverna, consigliere comunale, tra i capi del tifo organizzato rossonero – avrei voluto salutarti per un'ultima volta. Ho visto che hai lottato fino all'ultimo e fino all'ultimo hai tenuto strette le cose davvero importanti: la tua bimba e la tua famiglia, hai affrontato il male con umiltà ma a testa alta, anche se il destino è stato crudele, hai vinto. Gli angeli ti aspettano per abbracciarti e festeggiare con te. Ci hai insegnato molto». Oggi gli ultras del Voghera lo saluteranno al campo sportivo di Codevilla con un altro striscione, in occasione della partita di campionato contro il Casorate. Salvo aveva un soprannome, «La furia», per sottolineare quel suo modo grintoso di affrontare la vita, sempre con la voglia di non voltarsi indietro e di guardare avanti con fiducia, senza mai mollare la presa. Per lui c'erano il lavoro, la famiglia e poi la grande passione per il calcio. Sempre nel segno dei colori rossoneri, quelli della Vogherese e del Milan, l'altra squadra del cuore. Una passione che Salvo ha coltivato finchè gliel'ha consentito la malattia: nel 2010, non era mancato alla lunga trasferta fino a Matera, per la sfida di ritorno della finalissima di Coppa Italia di serie D. Sui social, l'addio e i pensieri degli amici. «Buon viaggio, ultras», posta Matteo; «Pregherò per te e la tua famiglia», scrive Liliana; un semplice e commosso «ciao» da Marco, Davide, Anna. ©RIPRODUZIONE RISERVATA