Quando la dieta non basta: il S. Matteo per i grandi obesi
PAVIA Hanno raccontato la loro esperienza, spiegato i benefici ottenuti dall'intervento chirurgico a cui si sono sottoposti, approfondito i problemi legati ad un peso eccessivo. Sono i pazienti a cui è stata diagnosticata un'obesità patologica. E lo hanno fatto durante la Giornata mondiale dell'obesità che quest'anno viene celebrata all'interno del Dea dove, dallo scorso giugno, esiste un ambulatorio multidisciplinare, il centro di obesità bariatrica, che fa parte della struttura di Chirurgia generale 2 diretta da Andrea Pietrabissa. Si trova nella torre A dove è stata individuata un'area riservata, in modo da tutelare la privacy dei pazienti e raggiungibile facilmente. Qui opera un team di esperti, dai dietisti agli psichiatri, dai chirurghi ai medici internisti, dai rianimatori agli anestesisti che si prendono in cura pazienti che spesso, oltre ai problemi di peso, devono combattere con patologie cardiache, diabete o disturbi alle articolazioni. Un centro, spiega il responsabile dell'attività multidisciplinare di Chirurgia bariatrica Andrea Peri, che al San Mattteo mancava. «In Lombardia ne esistono molti privati – precisa Peri –. Questo complesso modello organizzativo rappresenta la prima vera collaborazione tra strutture ospedaliere diverse sul territorio, nell'ottica dell'integrazione e razionalizzazione delle risorse. Si avvale infatti della costante collaborazione con l'endocrinologia del professore Luca Chiovato della Fondazione Salvatore Maugeri che è in grado di fornire una valutazione pre e post operatoria molto approfondita su pazienti di particolare complessità». E poi ci sono i gruppi di auto e mutuo aiuto. «Contribuiscono ad assicurare e garantire azioni di supporto molto importanti anche nei percorsi di cura per il trattamento dell'obesità – spiega Eugenia Pellegrino, coordinatrice infermieristica unica del servizio bariatrica –. L'ambulatorio multidisciplinare consente, per la prima volta, che siano i vari specialisti a ruotare tra di loro e non il paziente che così potrà mantenere un unico riferimento logistico e un unico interlocutore per ogni necessità sanitaria». Per questi pazienti spesso la chirurgia bariatrica è attualmente l'unica opzione possibile. "Bypass gastrico e sleeve gastrectomy sono tra i metodi più utilizzati. Ma l'intervento rappresenta solo una fase di un percorso rieducativo più ampio», conclude Peri. Stefania Prato