Fifa, è un terremoto totale Blatter e Platini alla porta
GINEVRA (Svizzera) Uno scandalo senza fine, un terremoto che ora travolge anche Michel Platini. Il mondo del pallone ha vissuto un'altra giornata nera: il comitato etico della Fifa ha usato il pugno duro sospendendo in via cautelare per novanta giorni il presidente dimissionario, Joseph Blatter, e anche il numero uno dell'Uefa, nonché vice dalla Fifa, Platini. La mannaia colpisce, con lo stesso provvedimento, pure il segretario generale Jerome Valcke (che la Fifa aveva già appiedato in via interna), mentre il sud-coreano ed ex-vice-presidente Fifa Chung Mong-joon, candidato alla successione di Blatter, è stato squalificato per sei anni. In un colpo i vertici del pallone internazionale sono stati azzerati, dopo mesi di inchieste e scandali con al centro sempre Sepp Blatter: che ora si tira dietro pure le Roi, candidato favorito alla presidenza della Fifa e che invece rischia di veder vanificati i suoi progetti. «Continuerò a lavorare al servizio del calcio, nulla mi farà rinunciare» dice però Platini, dopo una giornata convulsa, in cui lui stesso anticipando di qualche minuto la decisione del comitato etico aveva ribadito la volontà ferma di candidarsi sottolineando di aver agito «con onestà, coraggio e franchezza. Continuerò con tutte le mie forze a lottare affinché la verità s'imponga». Sicuro della propria innocenza, Platini aveva annunciato di aver inviato le lettere di sostegno delle federazioni nazionali necessarie per poter presentare la propria candidatura, aggiungendo che si consulterà con le 54 federazioni nazionali europee. Ma nonostante la strada si faccia in salita, Platini incassa la fiducia del comitato esecutivo Uefa che si stringe intorno al suo presidente («Non c'è bisogno di dare poteri al vice») e va avanti: «Respingo tutte le accuse, nonostante la natura farsesca di questi eventi, mi rifiuto di credere che dietro ci sia la volontà di infangare uno devoto al pallone o compromettere la mia candidatura» sottolinea Platini. Tecnicamente può candidarsi, dato che l'elezione si svolgerà dopo la fine della sospensione: ma certo l'ex fuoriclasse ha pochissime chance di passare il vaglio dal comitato elettorale della Fifa. Infatti, il comitato elettorale deve valutare non solo che un candidato abbia ricevuto il numero richiesto di sostegni dalle federazioni (minimo cinque), ma anche assicurarsi dell'integrità morale dell'aspirante candidato. Basandosi in gran parte su valutazioni del comitato etico, lo stesso che ha decretato lo stop. Scatta dunque una corsa contro il tempo per dimostrare la propria innocenza.