Fanghi, nuovi ostacoli per il progetto
MORTARA Fuori dal palazzo dove si è svolta la conferenza dei servizi sul caso Eco Trass si sono radunati i rappresentanti del Comitato contro i Fanghi per protestare, ancora una volta, contro il progetto. Due persone hanno avuto la possibilità di essere all'interno per assistere alla conferenza dei servizi, mentre il resto del gruppo, una quindicina di persone, sono rimaste all'esterno per far sentire, in modo pacifico ma molto incisivo, la propria voce ed il proprio dissenso. Sono stati appesi cinque striscioni tra cui le lenzuola sulle quali sono state raccolte le firme dei Mortaresi contro il progetto. «Durante la mattinata – raccontano i rappresentanti del Comitato – abbiamo ricevuto la solidarietà e l'incitamento di molti studenti che stavano raggiungendo le scuole. E' un tema molto sentito e noi proseguire e rappresentare la nostra idea, contraria a questo nuovo impianto, finchè non verrà presa una decisione. L'eventualità di un ridimensionamento della produzione, nel caso ad Eco Trass fossero concesse le autorizzazioni per insediarsi, è senza dubbio un aspetto positivo, ma noi speriamo che la politica sia in grado di bloccare chi vuole fare del male all'ambiente in cui viviamo». Il Comitato, come annunciato nei giorni scorsi, è rimasto a manifestare per tutta la mattinata di ieri, dalle 9 fino all'ora di pranzo quando si è sparsa la notizia del rinvio della decisione. (a.c.f.)MORTARA Si è conclusa con un nulla di fatto la conferenza dei servizi che, ieri mattina, avrebbe dovuto prendere una decisione definitiva sull'eventuale insediamento a Mortara della Eco Trass di Almè, in provincia di Bergamo, che punta a realizzare in area Cipal un impianto di trattamento dei fanghi. In Provincia però è arrivato un rinvio che posticipa la decisione. Nonostante Eco Trass abbia risposto a molti degli interrogativi che gli sono stati posti infatti è stata chiesta altra documentazione. Non si sa ancora quando le parti torneranno ad incontrarsi, ma i dubbi crescono intorno al progetto della ditta bergamasca e si parla di un eventuale ok però condizionato a un ridimensionamento del progetto originario. «E' stata una giornata molto importante perché sono emersi aspetti nuovi che dovranno essere affrontati – commenta l'assessore provinciale Michele Bozzano -. Abbiamo chiesto all'Asl nuovi approfondimenti di tipo sanitario e ascoltato le relazione del Comune di Mortara. Ciò che emerge è che il territorio lomellino chiede una regolamentazione più stringente su questo aspetto ed il fatto che il 50% dei fanghi lombardi venga utilizzato in provincia di Pavia è un dato che deve senza dubbio far riflettere. L'assessore regionale Claudia Terzi ne deve prendere atto e la incontrerò per chiedere interventi che regolamentino ulteriormente lo spandimento dei fanghi». Ora si attendono gli approfondimenti richiesti alla Eco Trass e le ulteriori indagini di Asl ed Arpa. «Se tutta la documentazione dovesse arrivare precisa e con le risposte che attendiamo una decisione potrebbe essere presa anche senza convocare una nuova conferenza dei servizi, ma dubitò che sarà possibile – conclude Bozzano -. Penso che ci riuniremo nuovamente, ma è quasi impossibile dire quando perché dipenderà dai risultati degli accertamenti richiesti e dalle tempistiche con le quali arriveranno». Soddisfatto il Comune di Mortara che ieri a Pavia era rappresentato dal sindaco Marco Facchinotti, tre tecnici ed un legale. «Non abbiamo vinto la partita, ma penso che il partito di chi osteggia questo impianto sia in vantaggio – annuncia Facchinotti -. La Provincia ha posto ulteriori paletti ed anche noi abbiamo presentato una delibera di giunta nella quale rimarchiamo che il piano attuativo è ormai scaduto e con la quale chiediamo nuovi approfondimenti dal punto di vista sanitario». La partita si potrebbe giocare anche sulla produzione che verrà concessa ad Eco Trass nel caso in cui l'azienda riuscisse ad insediarsi a Mortara. La ditta bergamasca aveva infatti chiesto di poter produrre 60 mila tonnellate, mentre l'eventuale autorizzazione non sarà per più di 28 mila tonnellate. Nella giornata di ieri sono stati posti ulteriori paletti circa i materiali da utilizzare nel processo di produzione e questo potrebbe farla calare ulteriormente: se così fosse Eco Trass potrebbe anche decidere di abbandonare il progetto perché non più conveniente. Alberto Colli Franzone