Depaoli: «Hanno rubato 1,6 milioni»
di Maria Fiore wPAVIA «Qualcuno si è appropriato del nome del Comune di Pavia per rubare dei soldi». Un furto, quindi. Così il sindaco di Pavia Massimo Depaoli definisce, senza giri di parole, il "giallo" della sparizione di 1,6 milioni di euro dai conti di Asm Pavia, su cui la procura di Pavia ha aperto un'indagine dopo l'esposto presentato dal direttore generale della società Claudio Tedesi. Sul tavolo del magistrato è arrivata una corposa documentazione che ricostruisce i passaggi della vicenda e arriva a una conclusione clamorosa: il denaro sparito da Asm Pavia sarebbe finito su un conto corrente intestato al Comune di Pavia ma di cui il Comune era del tutto all'oscuro. Il conto risulta aperto in una banca di Creta, una frazione del Comune di Castel San Giovanni. Le verifiche degli inquirenti sono in corso, ma dagli accertamenti compiuti finora risultano versati, su questo conto, 13 note di credito giustificate come storni relativi al settore della gestione calore. I versamenti, da Asm al Comune di Pavia, sono stati fatti tra il 2011 e il dicembre 2014, quando alla presidenza c'era ancora Giampaolo Chirichelli, attraverso assegni postali e, in pochi casi, attraverso bonifici che rinviano a un Iban diverso da quello della tesoreria utilizzato di regola dal Comune di Pavia. Su alcuni assegni ci sono le firme del presidente Chirichelli e del direttore generale Claudio Tedesi, che insieme al vicepresidente e ad alcuni procuratori erano delegati a firmare. È lo stesso presidente della società di via Donegani Duccio Bianchi a spiegare come è stato scoperto il conto. «Il 24 settembre, tre giorni dopo la risoluzione del contratto del responsabile contabile di Asm, Pietro Antoniazzi, abbiamo avviato verifiche sul settore della gestione del calore in previsione di una cessione del ramo di azienda – dice Bianchi –. Da questi controlli sono emerse anomalie in relazione ad alcune note di credito, liquidate con assegni postali, che ci hanno spinto a fare subito verifiche con il Comune di Pavia. Il 5 ottobre è arrivata la risposta: il conto su cui i soldi sono stati versati non è del Comune di Pavia. Ci tengo a precisare che non si tratta, comunque, di un "buco", perché i pagamenti, che comunque non spettavano al Comune, sono stati contabilizzati e messi a bilancio. Certo, sono stati sottratti soldi dalle casse dell'ente». Le verifiche di Asm si fermano qui e i vertici affidano alla procura il compito di approfondire tutte le circostanze relative al conto scovato nella banca piacentina. Chi lo ha aperto? Quanti soldi ci sono realmente? Chi ha fatto partire i versamenti dagli uffici di Asm Pavia? Interrogativi che non lasciano tranquillo il sindaco di Pavia, Massimo Depaoli, che ieri mattina si è presentato in procura insieme a Bianchi e al segretario generale del Comune Carmelo Fontana per incontrare il procuratore Gustavo Cioppa. «Sono stati sottratti dei soldi – insiste –. Ma chi li abbia sottratti, come e perché dovrà dirlo la magistratura. Il Comune di Pavia non ha le credenziali per svolgere verifiche sul conto». Depaoli è stato ricevuto dal procuratore per pochi minuti, mentre sono rimasti fuori dall'ufficio il presidente Bianchi e Fontana. «Ho voluto vedere il procuratore per sottolineare la gravità della vicenda e sollecitare verifiche in tempi brevi», dice il sindaco. Gli accertamenti della procura sono già cominciati. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA