L’Ue prepara la maxi-operazione rimpatri

BRUXELLES L'Ue si prepara a sferrare un'offensiva sui rimpatri dei migranti economici, mentre l'operazione EunavFor Med si trasforma in operazione Sofia e avvia la fase due per dare la caccia agli scafisti, con abbordaggi nelle acque internazionali, di fronte alla Libia. E venerdì - annuncia il ministro dell'Interno Angelino Alfano - un primo contingente di 27 eritrei prenderà il volo dall'aeroporto di Ciampino con destinazione Svezia, per i primi ricollocamenti. Intanto alla plenaria dell'Europarlamento a Strasburgo, Angela Merkel dice addio al regolamento di Dublino. «È stato ormai superato. Mi impegno a lavorare a una nuova procedura che ottemperi a equità e solidarietà». Al suo fianco Francois Hollande invita a «non lasciare sole Italia e Grecia» e spalleggia la leader tedesca: «Ha ragione Merkel. Non possiamo chiedere ai Paesi alle frontiere dell'Europa di pagare per tutti. Sarebbe ingiusto e insopportabile». Ma se il consiglio Affari interni Ue di oggi non sarà ancora il tavolo a cui si cercherà di stringere sul meccanismo permanente di crisi per i ricollocamenti i 17 paragrafi della bozza delle conclusioni sono tutti dedicati al rafforzamento del sistema dei rimpatri. Secondo indiscrezioni del Times - smentite dalla Commissione Ue e dalle diplomazie europee - sarebbero 400mila i rimpatri che saranno eseguiti nelle prossime settimane. In realtà spiega il portavoce dell'esecutivo Ue Margaritis Schinas, «dipenderà da come gli Stati membri applicheranno le regole». «Ben venga un'iniziativa Ue» sulla condivisione della gestione delle politiche di rimpatrio. «Noi l'abbiamo sollecitata per primi», dichiara il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Nel documento che dovrebbe essere approvato dalla riunione dei ministri Ue si prevede anche la detenzione dei migranti illegali in attesa di partire. Ma tra gli elementi di novità della bozza spiccano finanziamenti dai fondi comunitari per migrazione e sicurezza delle frontiere «a quei Paesi che prevedono oltre 800 milioni di euro» per eseguire le espulsioni. Larga parte dell'impegno sarà coperto da soldi Ue. Per il periodo 2014-2020 sono stati previsti 4,4 miliardi per le politiche di asilo e gestione delle frontiere. Soldi che saranno allocati direttamente agli Stati. I principali beneficiari saranno Italia, Grecia, Francia e Spagna.