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convegno anti gender Politica atto d'amore conviene a tutti n Aprendo il convegno "Gender, una rivoluzione silenziosa", Rodolfo Faldini, capogruppo in consiglio comunale della lista Pavia con Cattaneo, nonché presidente dell'associazione "Pavia città sana" (sic!), ha auspicato che l'evento possa essere un input per un tavolo tra le forze politiche a proposito della questione dei diritti civili. È del tutto ovvio che un tavolo politico si fa sui contenuti e quelli emersi al convegno del consigliere Faldini sono per noi inaccettabili. Non che sia emerso molto durante la serata, i relatori hanno esposto tesi talmente false e fantasiose che quasi era lecito provare imbarazzo per la magra figura che essi stavano facendo. Un calderone di eventi storici, dalla rivoluzione francese al femminismo legato a problemi di terribile urgenza quali "il ruolo di un omosessuale in una gara sportiva" o le "fiabe gay" per giungere alla conclusione che una potentissima e oscura lobby gay sia l'odierno braccio armato dei poteri forti che vogliono comandare il mondo. Ma, al di là di tali bizzarre fesserie, certamente non si può e non si deve sorvolare sulle offese gratuite alle donne che "hanno perso la volontà di sacrificarsi". Oggi viviamo il tempo di una società (e di un'economia) dello scarto e in questo contesto fare buona politica e guardare al bene comune significa stare accanto ai soggetti più deboli, a coloro che reclamano i propri diritti. I relatori e i loro tifosi, tra i quali diversi soggetti legati a gruppuscoli dell'estrema destra pavese, si rassegnino: quando le persone sono discriminate, rivendicano i propri diritti e la storia ci insegna che se li vanno a prendere! La politica deve scegliere da che parte stare e allora su una cosa siamo sicuri: Faldini e la Lega Nord (che in contemporanea organizzava un evento analogo in provincia) se le cantino e se le suonino da soli con le loro penose azioni spurodamente elettorali e che puntano solo a galvanizzare i peggiori istinti. Noi crediamo in un'altra Politica. La nostra Costituzione e diverse pronunce della Corte Costituzionale e della Cassazione sono chiarissime e ci indicano la strada che dobbiamo percorrere. Soprattutto, però, impariamo a fare della Politica un atto d'amore e, senza paura o vergogna, a parlare di felicità con la convinzione che contribuire alla felicità della nostra comunità significhi innanzitutto contribuire alla nostra. Un buon modo per intraprendere la via dell'uscita da questa società dello scarto è riconoscere pienamente i diritti civili, senza alcun compromesso. Edoardo Gandini Italia Possibile, comitati di Pavia UNA CAMMINATA Pavia sta perdendo la propria bellezza n Pavia città dalle 100 torri terra dei Longobardi ricca di storia, piccola perla della Lombardia, famosa per la sua Università, le sue antiche e splendide chiese e basiliche. Il fiume che l'attraversa la rende romantica! Ridotta purtroppo a un cumulo di sporcizia e degrado. Qualche sera fa io e mio marito volevamo fare passeggiata a piedi e magari fermarci per un aperitivo, abbiamo percorso il ponte e subito erbacce lungo i marciapiedi (da tempo non tagliati e pieni sprorcizia di ogni tipo) via via siamo arrivati sul naviglio a Borgo Calvenzano: sotto il porticato non si poteva camminare per lo sporco e di fetore di urina, la pavimentazione sconnessa (così tutti i marciapiedi di viale Indipendenza e oltre). Una illuminazione funerea e una tristezza che pian piano mi inondava. Lungo i navigli in genere creano ambienti giovani, gioiosi, innovativi e romantici! Tante saracinesche chiuse per cessata attività. Non sto a dilungarmi perché questo lo sto notando in tutta la mia povera città. Sporca trascurata e triste. Un'altra pecca è la tangenziale di Bereguardo da tempo in perenne cantiere. Gli addetti ai lavori non si guardano attorno e non prendono esempio? Per esempio Brescia: in poco tempo hanno terminato una metropolitana incantevole! Conclusione, invece dell'aperitivo, io e mio marito siamo tornati a casa veramente nauseati. Alessandra Boldrini Genta RELAZIONI La guerra nascosta innescata dai violenti n Stavo ripensando ad alcuni accadimenti che si sono verificati in giro per questa italietta, "relazioni e passioni" sottoscritte con parole pesanti, un pò di spintoni e qualche schiaffo, dalle periferie claudicanti alle aule custodi del diritto. Una sorta di violenza che frantuma le idee, la comprensione per una linea di demarcazione che tutela il genere umano, lo spazio interiore per non rimanere imbrogliati nelle ingiustizie mascherate di equilibrismi dialettici e azioni prive di identità. Violenza che non fa servizio, contro chiunque la pensa altrimenti, è una piccola guerra annunciata, per ora circoscritta e scomposta, a cui però bisogna non darla vinta in nome del diritto di ognuno a manifestare il proprio dissenso e spesso malessere. Quando accade qualcosa di profondamente sbagliato per una intera società, nel tentare di dare in fretta soluzioni si corre il rischio di perdere contatto con la realtà circostante, dove si nasconde il baro dalle carte truccate, cultore delle parole avvolte al filo spinato, dove il contatto relazionale è sostituito dal peggiore presente, ma soprattutto dal futuro derubricato, se non rapinato. Violenza che non sottrae sofferenza, invasiva e pervasiva nella sua spietatezza, giocata in una sola mossa che logora, annienta le intuizioni, occupa il posto lasciato sguarnito. Non è disattenzione o innocua furbata, la violenza è sistema sconclusionato, ma ben mimetizzato, ai più apparirà un binario sgangherato, invece trasferisce sul terreno della vittima designata lo scardinamento delle libertà e della Costituzione. Dialogo che spesso deraglia, inebetito di promesse e bugie raccontate male, privando del rispetto dovuto le differenze che invece non dovrebbero mai afferrare coltelli nè bastoni. Forse è qualcosa d'altro a indurre all'impatto frontale, dove la politica che è salvavita, se non fa bene il suo mestiere, sforna vittime predestinate, dettami infarciti di assoluti destinati a dissolversi alla prima difficoltà. Alla violenza, da qualunque parte provenga, è necessario frapporsi e dire no, affinché questa pratica basata sull'abbrutimento non risulti il propulsore di quella insonnia ipnotica ( politica ): l'indifferenza, con cui è possibile tirarsi indietro dalle responsabilità, dagli impegni di tutti i giorni, dalle fatiche, ma così facendo non avremo consapevolezza dei mostri che abbiamo creato all'intorno, e come sempre con una scrollata di spalle ne rifiuteremo la pericolosa eredità. Vincenzo Andraous Pavia PAVIA Tanti interessati al gazebo Aido nIl gruppo Aido di Pavia rivolge un sentito ringraziamento a tutti quei numerosi cittadini che domenica in piazza della Vittoria, si sono avvicinati al nostro gazebo per iscriversi o per avere informazioni sulla donazione di organi, tessuti e cellule. I pazienti in attesa di trapianto, unica speranza di vita, ringraziano. Laura Stridi presidente Aido Pavia