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PAVIA Le tre scimmiette del caso Asm n L'articolo del 2 ottobre scorso, dal titolo "Asm Pavia agiva come un potere occulto - dieci anni di attività sotto la lente della Commissione di Garanzia. Il Comune trattato da cliente e non da proprietario", a chi ha seguito nel tempo la gestione e le iniziative di Asm fa pensare che oggi la Commissione di garanzia abbia scoperto l'acqua calda. In tutti questi anni in cui, come Cantiere per Pavia e successivamente Insieme per Pavia, abbiamo denunciato in Consiglio comunale la gestione della società ed il malaffare anche con esposti in procura, i consiglieri comunali del Pd, della Lega Nord e di Forza Italia hanno sempre difeso i rispettivi amministratori, per lo più dietro una spessa cortina di silenzio. I pochi che condividevano le nostre battaglie si sono comportati come le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. Walter Veltri Paolo Ferloni Lista civica Insieme per Pavia DIVERSITÀ La solitudine di chi non ascolta n Guardiamoci intorno: l'immagine ricorrente è quella di persone isolate con il proprio smartphone ma precluse al dialogo con il prossimo. Trovo che siamo circondati dalla solitudine perché prevale un modello esistenziale omologato e ripetitivo: il culto del successo, del possedere, dell'esser primi, forti e belli, anche soverchiando o escludendo le vite altrui. Tutto deve essere efficiente, perfetto: la diversità non è un valore da scoprire ma una colpa da espiare, il disagio una condizione esistenziale di cui vergognarsi. Ricordo ciò che disse Pupi Avati durante un'intervista: «I veri eroi del mondo di oggi sono coloro che sono capaci di sostenere con spontaneità la propria condizione di inadeguatezza senza la quale non può esserci comunicazione autentica». Probabilmente qualcuno oggi consiglierebbe a Leopardi di farsi curare da uno psichiatra o a Proust di andare da un analista: ma se lo avessero fatto non ci avrebbero donato "L'infinito" e la "Ricerca del tempo perduto". Mi ha detto il filosofo Galimberti: «Oggi vedo persone che si accostano agli altri come se fossero dei muri. Allora mi domando: ma il comandamento cristiano ama il prossimo tuo come te stesso è praticabile se oggi il prossimo non c'è più?» Ci lamentiamo dell'assenza di sogni condivisi, di progetti collettivi, di grandi ideali: ma non è forse il " me ne infischio" il ritornello nei dialoghi e nei monologhi della sapienza contemporanea? Per questo dovremmo imparare che la vita degli altri è un dono che ci aiuta a dare un senso alla nostra personale esistenza. La capacità di ascoltare non è la competenza professionale di pochi esperti ma un requisito essenziale per tutti senza la quale restiamo soli. Francesco Provinciali Pavia PAVIA Informazione parziale sulla serata «gender» n Sono allibito per l'informazione parziale data dalla Provincia Pavese sulla conferenza sul "gender" del primo ottobre. I relatori hanno trattato delle origini culturali e dei risvolti giuridici di forme di pensiero che svalutano i legami familiari naturali e promuovono una concezione della sessualità e della identità sessuale scevra da ogni riflessione morale ed antropologica e fondata unicamente sulla volontà del soggetto. Trovo altresì incredibile la parzialità circa le continue ed estenuanti interruzioni subite dai relatori e causate da una minoranza rumorosa, a danno pure dei cittadini presenti che avrebbero volentieri ascoltato gli interventi con tranquillità. Marco Ferraresi presidente Unione giuristi cattolici di Pavia "Beato Contardo Ferrini" BUONA SCUOLA Principi educativi contro le bugie n Secondo alcuni la legge 107 della "Buona Scuola" avrebbe introdotto nelle scuole la «teoria gender». Si tratta di una bufala: non esiste infatti nessuna teoria gender e la «107» parla d'altro. La legge infatti recepisce esclusivamente quanto disposto dalla Convenzione di Istanbul che promuove l'educazione alla parità dei diritti e delle opportunità tra i sessi contro ogni tipo di violenza e di discriminazione, per il rispetto della persona e della dignità umana. Nelle classi sarà, finalmente, ribadito il concetto del rispetto dei diritti e doveri della persona e della pari opportunità tra i sessi, per contrastare la violenza e l'istigazione all'odio, che può concretizzarsi nell'omofobia e nel femminicidio. Bizzarra anche la raccolta di firme per un referendum abrogativo della norma sull'insegnamento della teoria del gender, visto che non si può abolire una cosa che non c'è. Si può quindi affermare che nelle scuole italiane non sarà insegnata la cosiddetta teoria gender, mentre saranno attuati, per dirla con le stesse parole del ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, in risposta a chi vede la possibilità che il comma 16 della legge possa diventare il "cavallo di Troia" per la diffusione della teoria gender, "i principi di pari opportunità, di lotta alle discriminazioni e di prevenzione della violenza di genere, fondamentali in una società per formare giovani e adulti responsabili. Il Miur - ha spiegato ancora Giannini - è impegnato a promuovere nelle scuole la cultura del rispetto delle differenze e la consapevolezza dei diritti e dei doveri che derivano dalle differenze di qualunque tipo al fine di formare cittadini responsabili". In realtà il comma 16 della legge 107 parla di principi educativi e stabilisce che il Pof, piano triennale dell'offerta formativa, deve attuare i principi di pari opportunità, tramite l'educazione alla parità fra i sessi e alla prevenzione della violenza di genere e di tutte le forme di discriminazione. Su questi due livelli sono chiamate ad impegnarsi le scuole con progetti autonomi. Lo scopo principale dell'articolo 16 sarà quindi quello di sensibilizzare genitori, studenti e insegnanti con la massima correttezza e trasparenza. coordinamento Genitori democratici Pavia