Caso Asm, il Pd chiederà inchiesta più accurata

PAVIA Un'ora di discussione in maggioranza e poi alla fine la decisione di iniziare sì la discussione sui 10 anni di attività di Asm passati al setaccio dalla commissione di garanzia, ma di volere un supplemento di mandato per la commissione stessa. E' stato il capogruppo Pd Francesco Brendolise ad aprire il caso chiedendo di rinviare la discussione sulla relazione finale della commissione su Asm. Secondo lui l'analisi che era stata fatta «era solo il punto di partenza e in tutto ciò mancava una parte lontana nel tempo». Nei fatti Brendolise voleva sottolineare che erano più che corrette le conclusioni durissime della relazione secondo cui Asm era «un contropotere rispetto all'operato della giunta» e che nei fatti la partecipata operava come se fosse un'entità del tutto indipendente dal Comune, che ne è padrone al 96%. Ma allo stesso tempo queste conclusioni meritavano un approfondimento in meirto agli anni dell'amministrazione Capitelli: «Io ricordo bene le direttive date ad Asm e so quanto la società a quei tempi fosse molto presente nelle commissioni». Insomma per il Pd era necessario fare dei distinguo tra le amministrazioni nel valutare i 10 anni di attività Asm. Questo anche per smentire ciò che l'ex sindaco Alessandro Cattaneo dichiara infatti a fine Consiglio: «I problemi che ci possono essere stati sono quelli di sempre di Asm». Per questo Cattaneo ha apprezzato la relazione. Nel voler smarcarsi, il Pd però rischiava di fare marcia indietro su un lavoro di inchiesta in commissione dove molti del partito ci hanno messo la faccia. Da lì la decisione, dopo una lunga pausa in aula, di dare il via subito alla discussione e di chiedere in seguito con una delibera un'approfondimento dei lavori della commissione. Per Antonio Bobbio Pallavicini «Brendolise è stato smentito dai suoi». Il capogruppo di Forza Italia concorda però «sulla necessità di approfondire il giudizio su Asm negli anni della Capitelli».