Cisgiordania, ucciso 12enne palestinese

Se a Gerusalemme per ora la situazione appare calma, la tensione resta altissima in Cisgiordania, dove in scontri con l'esercito israeliano sono morti due palestinesi: uno di 18 anni a Tulkarem, nel nord dei Territori, l'altro di 12 a Betlemme, nei pressi del campo profughi di Aida. Un caso, quest'ultimo, che il governo palestinese vuole portare nei tribunali internazionali e che rischia di provocare una terza Intifada. Anche se finora entrambe le parti non appaiono intenzionate ad una escalation quanto piuttosto ad un contenimento degli eventi. E a questo proposito "Times of Israel" ha rivelato che nelle ultime 24 ore Israele e Anp sono state in contatto nel tentativo di frenare l'ondata di tensione. A Gerusalemme le restrizioni per l'accesso alla Città Vecchia saranno tolte stamattina con la scadenza delle 48 ore decretate dopo l'uccisione dei due rabbini da parte di un palestinese. E ieri il premier Benjamin Netanyahu - dopo aver visitato in ospedale i feriti dell'aggressione nella Città Vecchia di Gerusalemme - ha tenuto l'annunciata riunione del Consiglio di difesa per decidere il da farsi dopo l'aumento delle violenze delle ultime settimane. Intanto l'esercito ha annunciato di aver arrestato 5 palestinesi, una cellula legata da Hamas, ritenuta responsabile dell'omicidio dei coniugi israeliani Henkin in Cisgiordania lo scorso primo ottobre. Ieri è stata una giornata di incidenti in gran parte della Cisgiordania. Negli scontri a Tulkarem, nel nord dei Territori, è stato ucciso un palestinese di 18 anni, Huthayfa Othman Suleiman, dopo essere stato colpito, secondo i medici locali, al petto. Nel primo pomeriggio è morto invece un ragazzino di 12 anni, Abed al-Rahman Shadi Obeidallah, in scontri nei pressi del campo profughi di Aida vicino Betlemme.