Francesco al Sinodo «Chiesa a porte chiuse tradisce se stessa»
ROMA È la Chiesa dalle porte aperte, che «non tradisca» se stessa creando «barriere». È «ospedale da campo», capace come il samaritano di chinarsi sulle «ferite» dell'uomo, di accoglierlo e curarlo, di costruire ponti. È questa la Chiesa che il Papa auspica per sostenere il lavoro del sinodo dei vescovi sulla famiglia: la Chiesa che «insegna e difende i valori». Con 314 concelebranti nella basilica di San Pietro gremitissima, il Pontefice ha celebrato il rito solenne che ha aperto la XVI assemblea ordinaria del sinodo dei vescovi. Papa Bergoglio, che già sabato nella veglia organizzata dai vescovi italiani, aveva creato un clima di preghiera attorno a questo evento cruciale per la sua Chiesa, e per il suo pontificato, ha dato ieri molto materiale su cui meditare e incanalare il discernimento pastorale che chiede alle assise sinodali, seconde in due anni dedicate alla famiglia, sulle quale ci sono molte aspettative da parte delle diverse anime della Chiesa. La riflessione si è mossa su tre assi principali: la solitudine, l'amore tra uomo e donna e la famiglia. «Oggi viviamo, - ha osservato - in un certo senso, la stessa esperienza di Adamo: tanta potenza accompagnata da tanta solitudine e vulnerabilità; e la famiglia ne è l'icona. Sempre meno serietà nel portare avanti un rapporto solido e fecondo di amore: nella salute e nella malattia, nella ricchezza e nella povertà, nella buona e nella cattiva sorte. L'amore duraturo, fedele, coscienzioso, stabile, fertile - ha constatato il Pontefice - è sempre più deriso e guardato come se fosse roba dell'antichità». Questa mattina intanto, iniziano i lavori del Sinodo: in agenda la delicata questione delle unioni omosessuali portata alla ribalta dal coming out di monsignor Krzysztof Charamsa. Il tema divide, era già chiaro nel Sinodo straordinario dello scorso ottobre. Ad esprimere ieri il suo punto di vista, il cardinale Walter Kasper, tra i più vicini a Papa Bergoglio. Per il porporato tedesco «gay si nasce» e per questo la Chiesa deve affrontare la questione con una nuova pastorale. Poi aggiunge: «Possono contribuire alla vita della Chiesa con i loro doni». Monsignore Charamsa, sospeso dal Vaticano dai suoi incarichi, si appresterebbe a lasciare l'Italia per andare a Barcellona. «Non voglio suscitare altro clamore - ha detto -, spero solo che il Sinodo si confronti sulla questione dei credenti gay e delle loro famiglie». Intanto, i Padri sinodali troveranno nella loro casella della posta anche un libro, «Le strade dell'amore» sulla «Cura pastorale e giustizia sociale per le persone omosessuali e transessuali». A inviarlo l'organizzazione dei Cristiani Lgbt che si pone l'obiettivo di «aiutare le comunità cattoliche ad essere, sempre più, un luogo di accoglienza, giustizia e uguaglianza nella diversità».